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Sardegna 2017

Siamo dovuti partire un po' in ritardo rispetto ai nostri consueti piani estivi per attendere l'arrivo del nostro nuovo motorhome Pilote Galaxy G600. Un gioellino che non abbiamo avuto il tempo di allestire completamente secondo le nostre necessità, infatti mancava dell'impianto fotovoltaico necessario per le soste lunghe in zone spartane.

Civitavecchia
Domenica 9 luglio 2017

Partenza ore 22,30 porto di Civitavecchia. Saliti sulla nave della Grimaldi constatiamo che non è possibile allacciare il camper alla rete elettrica. Saliamo subito nella nostra cabina, una doccia e a nanna.

Palau
Lunedì 10 luglio

Ore 7 sbarco ad Olbia. Dopo una breve fila in porto prendiamo la direzione per Palau. Lungo la strada ammiriamo il paesaggio: macchia mediterranea inframezzata da roccia granitica lavorata dal vento. Arrivati a Palau prendiamo la direzione del campeggio Il Saraceno area n° 2281 ormai diventato una consuetudine per i primi giorni. Arrivati alla reception mi reco a piedi a trovare un posto. L’ho trovato con vista sul mare ma lontano dalle spiagge principali. Palau  Primo bagno in Sardegna con esplorazione del fondale. Preparo il kayak per il giorno successivo.

Isola di S. Stefano
Martedì 11 luglio

Mi alzo presto al mattino, perché è importante iniziare l'escursione con il mare calmo. Dopo un'abbondante colazione sono pronto. Trasporto il kayak con le due ruote porta kayak fino alla spiaggia più vicina. Lo metto in acqua e parto: sono le 7,50 il mare è una tavola, non c’è ancora quel traffico di motoscafi e yacht che rendono il tratto di mare rumoroso e inquinato. La meta è il periplo dell'isola di Santo Stefano ripetendo l'itinerario descritto qui Periplo Isola S.Stefano

Palau

Approfitto della calma e dell'assenza di imbarcazioni a motore per avvicinarmi all'isola; il kayak solca il mare che è un piacere e dopo 10 minuti sono già nei pressi della costa. Ora si tratta di costeggiarla girando in senso antiorario, passando tra Santo Stefano e l'isola di Caprera. Questo primo tratto di costa è molto bello: rocce come sculture e come avvenne nella colonia di gabbiani mi accoglie rumorosamente facendomi capire che sto sconfinando nel loro territorio. Ci sono anche i giovanissimi con il piumaggio ancora tutto grigio e una certa goffaggine nel prendere il volo. Anche una discreta presenza di cormorani c'è ma sono più restii ad essere avvicinati.

Superato questo tratto molto interessante incontro un molo diroccato con argani arrugginiti, subito dopo c’è il tratto di zona militare. Mentre attraverso a più di cento metri di distanza e già dopo aver percorso un bel tratto della zona militare sento una voce che mi ordina: allontanarsi! Mi sembra ridicolo che si siano accorti solo ora della mia presenza, se fossi stato un terrorista avrei navigato più sotto costa e avrei già raggiunto l'obiettivo. Comunque di andare al largo in mezzo alle rotte dei motoscafi non se ne parla proprio. Continuo a pagaiare tranquillamente verso la Maddalena. Palau

La zona militare finisce quando ormai si è nella parte nord dell'isola, sono arrivato a vedere molto bene l'abitato della Maddalena in una zona industriale e quindi poco interessante. Eccomi ora al punto più a nord dell'isola ed è trascorsa solo un'ora dalla mia partenza dal campeggio di Palau. Continuo a costeggiare l'isola per iniziare il mio ritorno. Questa parte è più interessante, ricca di spiaggette ed è difficile non cadere nella tentazione di fermarsi a fare un bagno. Acqua limpidissima, mi tuffo con la action-cam e faccio qualche ripresa subacquea. S.Stefano S.Stefano Dopo l'interruzione riprendo a navigare. Passo vicino ad un villaggio turistico in una baia con un’isoletta, la musica sparata a tutto volume dà il ritmo ai bagnanti. Mi allontano da quella discoteca balneare ed incomincio a vedere l’abitato di Palau dritto a prua. S.Stefano S.Stefano

Ultimo tratto di costa e sono arrivato in corrispondenza del camping da cui sono partito. Il traffico nel tratto di mare tra l'arcipelago e la Sardegna è notevolmente aumentato, inutile aspettare che passino i motoscafi: sono troppi quindi non rimane che attraversarlo nel più breve tempo possibile. Arrivato al campeggio mi faccio un nuovo bagno.

Isola di Maddalena
Mercoledì 12 luglio
Maddalena Maddalena

Abbiamo deciso di partire per l'isola della Maddalena, arrivati al porto saliamo con il nostro camper sul traghetto. Sbarcati prendiamo la strada che costeggia la costa in senso orario evitando le strade strette dell'abitato. La strada provinciale sale e diventa subito panoramica. È un susseguirsi di calette stupende e mare di colore verde smeraldo. Ci fermiamo dove possibile a scattare qualche foto.

Proseguiamo con la strada in direzione nord dell'isola verso Abbatoggia. Infine prendiamo una strada sterrata seguendo l'indicazione per il camping Abbatoggia segnato nella nostra banca dati col n°3040. Dopo quasi un chilometro arriviamo all'ingresso, dopo le formalità ci dirigiamo all'interno nella zona camper posta in fondo ad una baia. Il costo è 12€ a persona al giorno + eventualmente 3 €per l’utilizzo della corrente elettrica. C’è una promozione che consiste nel non pagare il 4°giorno se si rimane per almeno 3 giorni. Prendiamo posto in fondo alla baia; il vento è notevole proveniente da nord-ovest: è del tutto impossibile aprire il tendalino e anche mangiare fuori. In compenso basta tenere aperti i finestrini con uno spiffero minimo per stare bene in camper. Il mare è molto agitato, ma basta scavalcare il colle verso est per trovare una stupenda baia con l’acqua tranquilla perché al riparo dal vento. Un ultimo bagno e una buona cenetta in camper.

> Maddalena Maddalena
Area camping Abbatoggia
giovedì 13 luglio

Il vento è rinforzato. Non si può mettere in acqua il kayak, il vento è talmente forte che si fa davvero fatica ad uscire aprendo la porta del camper. Alcuni camper partono e l'area si svuota.

Maddalena Maddalena
Il vento
venerdì 14 luglio

Sembrava che il vento cessato, ma poi ha ricominciato a soffiare forte. Tiro giù la fat-bike e faccio un giro esplorativo. Mi reco sulla strada e prendo in direzione della spiaggia di Trinità molto bella con dune, ma anche qui con il mare in burrasca. Diversa è la situazione percorrendo la strada provinciale in senso orario. Qui incontro diverse baie ugualmente belle ma più riparate dal vento e quindi con acque più calme. Maddalena Maddalena  Nel pomeriggio facciamo il bagno nella baia adiacente.

Giro in kayak
Sabato 15 luglio

Ci svegliamo senza sentire più il vento che sibila tra i finestrini e scuote il camper. Decido di tirare fuori il kayak e saggiare le onde del mare che sono ancora alte. Il primo approccio non è male, occorre pagaiare controcorrente per uscire fuori dalla baia. Ma appena fuori le onde diventano più alte e lunghe. Finché le si affrontano di prua o di poppa non ci sono problemi, ma prendere un'onda di lato può rovesciare il kayak. Continuo per tutta la mattina a girare per la baia senza affrontare il mare aperto. Nel pomeriggio il mare è leggermente più calmo e tento di uscire dalla baia. L’obiettivo è arrivare alla baia accanto molto più grande e riparata dalla corrente. Uscito dalla baia occorre procedere verso nord con un'onda e un vento che viene da nord-ovest. Si balla parecchio con un'onda che ti fa salire di almeno un metro e scendere altrettanto. Maddalena Maddalena

Arrivato a costeggiare lo sperone di roccia sulla mia destra noto che in questo tratto c’è anche una contro onda di rimbalzo dalla scogliera che mi investe di lato. É un tratto molto ballerino accelero con le pagaie per togliermi dalla difficile situazione. Più in là scorgo la possibilità di poter passare tra uno scoglio e la costa. Una volta passato è fatta, lo scoglio mi ripara dai marosi e con il vento in poppa entro dritto nella baia. Ora il mare è calmo protetto dal promontorio che ho appena aggirato. La baia è molto bella e tutti i bagnanti del campeggio sono qui. La percorro fino in fondo dove c'è una spiaggia con una grossa duna di sabbia sulla mia sinistra. Tornando indietro ho di nuovo il vento contro ma almeno il mare è calmo.

Arbus
Domenica 16 luglio
Maddalena Maddalena

Partiamo dall'isola della Maddalena, di nuovo traghetto per Palau e poi strada verso Arbus. Viaggiamo facendo varie soste fino a sera. Decidiamo di fermarci per la notte in una rientranza della strada per Arbus per poter fare la mattina dopo un po' di spesa al supermercato.

Piscinas
Lunedì 17 luglio

Spesa al supermercato e poi subito strada per Ingurtosu e Piscinas Finita la strada asfaltata inizia quella molto polverosa e accidentata. Il paesaggio è rimasto immutato dall'ultima volta che siamo venuti. Le strutture della miniera sono spettrali e stanno a testimonianza della fatica di generazioni di minatori. La strada in questo primo tratto è stata asfaltata, ma passati i ruderi della miniera diventa sterrata e molto polverosa, bisogna abbassare la velocità a causa del fondo sconnesso che fa vibrare qualsiasi cosa nel camper. Il paesaggio è ancora verde a parte alcuni punti scoscesi. Piscinas Piscinas

Dopo un lungo tratto fatto in prima incominciamo a scorgere le prime dune, alte come colline sporgono con il loro color sabbia. La sabbia incomincia a vedersi anche sulla strada. Arrivati al parcheggio notiamo che il parcheggio gratuito è stato inglobato in quello a pagamento. La signorina del parcheggio posta sotto un ombrellone ci avverte che per i camper la tariffa è 10€ al giorno e si può stare anche la notte. In pratica il biglietto vale dalle ore 8 alle ore 8 del giorno successivo area parcheggio n° 2492. Paghiamo e parcheggiamo nella zona riservata ai camper. La temperatura anche qui è abbastanza piacevole grazie al vento proveniente dal mare. Ci rechiamo al mare attraversando la lunghissima spiaggia. Due sono i chioschi bar sulla spiaggia oltre a un servizio di ombrelloni e sdraio. Evidente la presenza del bagnino per eventuali salvataggi.. Piscinas Piscinas L'acqua è molto trasparente e calda ma diventa subito profonda.

Nel pomeriggio prendo la fat-bike e incomincio il mio giro. La prima tappa la faccio andando a chiedere i prezzi al campeggio comunale posto circa a un km indietro dalla spiaggia. Il costo per un camper e due persone è 24€ al giorno + 2€ per l'allaccio di corrente, docce a gettoni, è praticamente tutto all'ombra sotto a degli oleandri area parcheggio n° 3401. È possibile anche noleggiare delle biciclette utili per recarsi sulla spiaggia. Ritorno verso il mare, ma cambio subito idea e decido di prendere il bivio per Marina di Arbus. Qui vado ad incrociare il primo guado profondo circa 20cm. Lo supero pedalando e salendo dall'altra sponda, qui la strada si allarga su un grosso piazzale dove hanno ricavato un secondo parcheggio gratuito per le auto che provenendo da Marina di Arbus non se la sentono di guadare. La strada prosegue prima salendo poi scendendo fino ad incontrare un secondo guado con pochissima acqua di colore rossiccio: è l'acqua che proviene dalla ex miniera ricca di ferro. Salgo sulla collina successiva e qui inizia di nuovo l'asfalto, sulla sinistra scorgo Piscinas e il parcheggio con i camper, di fronte ho il mare e a destra un interminabile scenario di dune di sabbia e macchia mediterranea. Andando avanti si può incontrare un supermercato, alcune case e poi infine Marina di Arbus.

In fat-bike
Martedì 18 luglio
. Piscinas Piscinas

Al mattino mi alzo alle prime luci dell'alba, una abbondante colazione e poi via con la fat-bike l'obiettivo è percorrere il lunghissimo tratto di spiaggia che va verso sud. Sia per evitare il caldo sia per evitare di disturbare i bagnanti questa traversata è meglio farla nelle prime ore mattutine. Arrivato all'albergo ricavato nei locali della ex miniera proseguo sulla spiaggia, la mia fat con le sue ruote ciccione riesce a galleggiare abbastanza sulla sabbia, ma lo sforzo è notevole: anche con l'aiuto della pedalata assistita non trovo una zona dove si fatica meno, la spiaggia è tutta a mia disposizione e dell'unico pescatore che incontro. Questa sabbia è molto fina e soffice e nella battigia le ruote sprofondano. Meglio camminare sull'asciutto ma qui la situazione cambia velocemente da punto a punto costringendomi a cambiare spesso traiettoria. Procedo con la seconda marcia per non camminare troppo piano, in alcuni tratti più compatti la bici va che è un piacere: riesco a inserire anche la terza marcia.

Arrivo alla fine della spiaggia in un passaggio costituito da rocce insabbiate. Qui la larghezza della spiaggia si è ridotta di molto, superate le rocce la spiaggia torna ad essere solo di sabbia. Le dune sono molto più in alto su un tratto alto più di cento metri.

 Piscinas Piscinas Arrivato in un punto in cui la pendenza mi consente di scalare il pendio, fermo la bici e incomincio a salire a piedi: salgo parecchio fino a vedere la bici sulla spiaggia piccolina. Raggiunta finalmente la cima del colle, il panorama è una interminabile distesa di dune con a tratti macchia mediterranea costituita soprattutto da ginepro. Il tronco dei ginepri è talmente contorto che forma delle bellissime sculture. Con il sole radente creano uno scenario incantato. Dopo le artistiche foto ritorno sul bordo del burrone, ma mi accorgo che non è quello il punto dove sono salito. Alla duna successiva trovo il punto di terrapieno che frana sulla spiaggia. Tornato alla bici decido di invertire la rotta e tornare indietro. La salsedine ha seccato i cuscinetti dei pedali che ora cigolano ad ogni pedalata. Arrivato al camper Paola sta ancora dormendo. Il resto della giornata prevede la consueta attività balneare.

Nuoro
Mercoledì 19 luglio
. Piscinas Piscinas

Decidiamo di ripartire da Piscinas e di spostarci nella costa orientale. Occorre partire entro le 8, altrimenti l’integerrima addetta al parcheggio ci addebiterà un’altra giornata. Ripercorriamo la strada sterrata risalendo verso Arbus. Qui facciamo sosta ad un supermercato. Dopo un po’ di chilometri di curve imbocchiamo la superstrada per Nuoro-Olbia.

Siamo a Nuoro quando è già l’ora di pranzo; sostiamo al camper service per scaricare le acque area camper n° 2209, ma purtroppo sono stati tolti i rubinetti: stupendo, così nemmeno possiamo riempire il serbatoio, che però segna di essere vuoto solo per metà. Mancano due giorni alla partenza dalla Sardegna e dovrebbe bastarci. Spiaggia Berchida Spiaggia Berchida

Verso le ore 19 siamo sullo sterrato che porta alla spiaggia di Berchida area parcheggio n° 3304. Nel punto centrale la strada diventa molto stretta e siamo costretti a fermarci per far defluire un’interminabile coda di automobili che si stanno allontanando dalla spiaggia. Ancora alcuni camper e poi possiamo arrivare e parcheggiare il nostro camper nel grande parcheggio sterrato a pagamento (12 € al giorno), proprio dietro la spiaggia. Non ci sono servizi, solo un bar sulla spiaggia, che la sera viene trainato via da un fuoristrada.

Stone balancing
Giovedì 20 luglio

Al mattino presto prendo la mia fedele fat bike e, superati gli acquitrini salati, arrivo sulla spiaggia deserta. Pedalando vado in direzione nord fino a un punto molto ricco di pietre: già nel 2004, in un precedente viaggio, trovammo proprio in questo punto della spiaggia tante pietre sovrapposte in equilibrio: lo “stone balancing” e’ una disciplina mentale rivolta a porre in equilibrio pietre e massi di varie forme senza alcun supporto ulteriore a quello delle stesse forze di gravità. Spiaggia Berchida Spiaggia Berchida  Il balancing ha una stretta relazione con la pratica zen, sia nell'esecuzione che nel risultato, in quanto è essenzialmente un viatico per la meditazione, l’aumento della sensibilità mentale e la percezione dello scambio di energia tra il soggetto e la pietra da porre in equilibrio. Il tempo di esecuzione non è prevedibile, l’energia che scorre dal soggetto alla pietra diventa via via più evidente: l‘effetto rilassante per la psiche si acquisisce nel tempo grazie anche al luogo dove solitamente si esercita: mare, fiumi, ovunque vi sia acqua in movimento e silenzio. Mi fermo per dare sfogo alla mia creatività fotografica.

Da questo punto in poi la spiaggia diventa scogliera. Proseguo sempre verso nord costeggiando il mare su stradine sterrate. Ed eccoci in una bellissima pineta, tutta all’ombra. Incomincio ad incontrare altri ciclisti che procedono in direzione opposta. Alla fine della pineta, arrivo in un tratto di mare tutto scogli affollato di bagnanti ed intravvedo l’ex faro di Capo Comino. La struttura è abbandonata, ma raggiungibile con una strada asfaltata piena di auto parcheggiate. Ripercorro poi la stessa strada in direzione della spiaggia di Berchida: al camper ci prepariamo per passare l’ultimo giorno in spiaggia.

Il ritorno
Venerdì 21 luglio

Già dalle ore 7 siamo in viaggio verso Olbia. Alle ore 12.30 partirà il nostro traghetto della Grimaldi per Civitavecchia. Il nostro viaggio in Sardegna… è ormai terminato.

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