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Pompei

Italia
lat.40.7501500 long.14.4798000
Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei Pompei
25 agosto 79 d. C. ore: 00.12

Il magma viene eruttato con tale velocità che la densità della colonna eruttiva è troppo alta perché si possa avere una stabile convezione. Quando prevale questa condizione si ha il crollo della colonna, che dà luogo a colate e ondate di gran lunga più letali della caduta di roccia vulcanica.

Volcanoes: A Planetary Perspective  Plinio il vecchio, grande naturalista e, ovviamente, attento all'osservazione di fenomeni insoliti, fece approntare una nave per andare a vedere più da vicino cosa stesse avvenendo, e con altre tentare di andare in soccorso della popolazione. Suo nipote, Plinio il giovane, ci ha lasciato un'interessante testimonianza su ciò che successe. Egli osservò una nube molto densa elevarsi in direzione del Vesuvio, e scrisse: «Non posso darvi una descrizione più precisa della sua forma se non paragonarla a quella di un albero di pino; infatti si elevava a grande altezza come un enorme tronco, dalla cui cima si disperdevano formazioni simili a rami. Sembrava in alcuni punti più chiara ed in altri più scura, a seconda di quanto fosse impregnata di terra e cenere.»

La sommità della cima del Vesuvio era saltata, per l'esplosione un'enorme quantità di materiale si riversò in cielo, per poi ricadere sulle città di Ercolano e Pompei. Piovve prima pomice per parecchie ore. Una tempesta di cenere incandescente ricadde sulle valli attorno al Vesuvio. Poi i flussi piroplastici (detriti e vento caldissimo di oltre duecento o trecento gradi centigradi) investì tutto: i tetti esplosero, tegole, mattoni, travi, pietre e corpi umani volarono, facendo scoppiare timpani, incendiare i capelli e li spogliò di colpo: abiti e scarpe sparirono subito.

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La Pompei che era già sepolta dalla pomice: il primo piano, rimase in piedi, mentre i piani superiori vennero spazzati via da tre diversi flussi piroplastici. Morirono più di duemila persone in meno di mezzo minuto.  Se succedesse oggi, le persone uccise salirebbero a trecentomila e altre 200 mila in serio pericolo. Sarebbe questo il bilancio di un'eruzione del Vesuvio, secondo le previsioni elaborate dal computer dell'Istituto geofisico e vulcanologico di Pisa.

Per tutta la giornata le eruzioni proseguirono con nuove ondate e terribili esplosioni che facevano tremare il suolo. Circa 6 metri di cenere sottile seppellì tutto. Verso sera l'intensità diminuì e comincio a cadere la pioggia. L'acqua spense le fiamme e lavò l'aria dalla cenere che per tutto il giorno aveva oscurato il cielo e ricoperto di buio notte tutta la zona. Il fiume Sarno mutò completamente il suo corso e il Vesuvio subì una profonda modifica. Non terminava più con la vetta ma con un avvallamento: tutta la sommità era volata via.

Sulla spiaggia fu rinvenuto il cadavere di Plinio (con le sue navi non era riuscito più a ripartire) "più che morto sembrava addormentato", secondo il nipote che riportò il corpo con le sue preziose osservazioni a Miseno. Le quali si sarebbero dimostrate così accurate da dare vita a una nuova definizione nel lessico scientifico: "eruzione pliniana": eruzione vulcanica in cui un'esplosione di gas viene eiettata con enorme violenza da un camino centrale raggiungendo altezze di diversi chilometri, prima di espandersi sui lati.

L'energia termica liberata durante l'eruzione dell'anno 79 d. C. è stata approssimativamente di 2x10r joule. Circa 100.000 volte superiore a quella sprigionata dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima. (Dynamics of Volcanism) www.pompeisepolta.com/home.htm Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti, PNAS, ben più grave fu l'evento accaduto nell'Antica Età del bronzo, nel 3780 avanti Cristo. Impronte di adulti e bambini che, a migliaia, si allontanano dall'area intorno al Vesuvio, mentre il vulcano esplode in una pioggia di cenere e lapilli: rimasero impresse nel terreno circa 4.000 anni fa e oggi hanno permesso di ricostruire la più violenta eruzione del Vesuvio mai documentata, tanto da poter diventare la nuova base sulla quale elaborare nuove mappe del rischio e piani di evacuazione. Se un'esplosione catastrofica si verifica circa ogni 2000 anni, allora...

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