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Barumini

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Il complesso nuragico, Palazzo Zapata e il museo

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A Barumini è possibile ammirare il Nuraghe Su Nuraxi, patrimonio mondiale dell'UNESCO, uno dei più celebri e importanti siti archeologici della Sardegna. La villa Zapata e il museo che prende il nome dell'archeologo che ha scoperto il nuraghe: Giovanni Lilliu. Conviene acquistare un biglietto che comprende le tre località. Le guide, preparate e gentilissime, sono un altro valore aggiunto di questa località.

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La storia del Nuraghe di Barumini inizia nel XV secolo a.C. circa e continua sino all'abbandono del villaggio in epoca Romana VI secolo d.C. Il nuraghe è costituito dal mastio centrale racchiuso da un bastione quadrilobato e da un ulteriore struttura muraria con 4 torri. Si presume che inizialmente sia stata edificata una sola torre centrale seguite da altre tutt'intorno. Successivamente intorno a questa roccaforte si è sviluppato un ampio villaggio di capanne, fra queste la cosiddetta capanna del capo e ambienti legati a specifiche attività domestiche o rituali.

Le capanne del villaggio nuragico risalgono all'ultimo periodo di utilizzo del sito nuragico, sotto la dominazione Punica e Romana VII-VI secolo a.C. Mancando una documentazione scritta, rimane il mistero sul suo effettivo Barumini Barumini Barumini Barumini utilizzo. Probabile che la struttura sia stata utilizzata per scopi diversi in periodi diversi. Le capanne hanno mantenuto la struttura quasi originale che consiste in una pianta in genere circolare, atrio, un numero di camere che poteva variare sino a 8 ambienti, pozzo e forno. Presso l'antemurale del nuraghe si incontrano le abitazioni che risalgono alla prima parte dell'insediamento, con una struttura monocellulare. Poi troviamo la cortina muraria esterna costruita nell'età del Ferro IX-VIII secolo a.C., si tratta in realtà di una modifica ad un antemurale che ingloba il più antico settore del villaggio: età Bronzo Tardo, XI-X secolo a.C.

Nel centro storico di Barumini si può ammirare Palazzo Zapata, antica sede che i Marchesi, nei primi del '600, fecero costruire nel punto più alto del paese.

Dopo l'acquisto da parte del Comune del palazzo, sono stati eseguiti lavori di restauro, scavando sotto il pavimento è stata fatta una scoperta eccezionale: il palazzo Zapata fu edificato sopra i resti ben conservati di un insediamento nuragico denominato Nuraxi'e Cresia perché vicino alla attuale chiesa parrocchiale ex chiesa annessa al Palazzo Zapata. Grazie ad un progetto di restauro architettonico di grande impatto scenografico dell'Architetto Pietro Reali, sia il palazzo marchesale che il sottostante nuraghe, opportunamente riportato alla luce, sono diventati sede di un magnifico complesso museale inaugurato il 29 luglio 2006.

Accanto al palazzo c'è una piccola esposizione di attrezzi agricoli e artigianali del posto.

Nei giorni in cui abbiamo fatto visita al Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu” in viale Su Nuraxi a Barumini, c'era la mostra: “Quel che il mare conserva… Un meraviglioso viaggio nell’archeologia subacquea”. La mostra  venne promossa dal Comune di Barumini e la Fondazione Barumini Sistema Cultura, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Provincie di Cagliari e Oristano e dalla Provincia del Medio Campidano. Una delle tante iniziative culturali proposte in quest'interessante zona della Sardegna.

 Numerose scoperte archeologiche subacquee furono effettuate in 15 anni di ricerche dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano.  Abbiamo percorso un viaggio interattivo alla scoperta dei materiali e dei relitti che giacciono nei fondali dei nostri mari e delle lagune. Numerose le testimonianze di un passato che le acque hanno gelosamente conservato per noi. Nella visita si può richiedere una guida compresa nel costo del biglietto.

Per la sosta notturna in camper conviene la piazza sita in fondo a via della Parrocchia dietro Palazzo Zapata. E' silenzioza e completamente piastrellata con mattoni in cotto. Le altre due possibilità sono il parcheggio del complesso nuragico e il parcheggio di fronte al museo.

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