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  • Monumenti, aree archeologiche, parchi naturali, da nord a sud.

  • Siti archeologici, mare cristallino a sud e nelle isole.

  • Monumenti aree archeologiche, un paesaggio interno intatto.

  • Paesaggi stupendi. La Corsica in camper.

  • Il paese delle biciclette e dei mulini a vento.

  • Il deserto, le oasi e il lago salato.

www.arcipelagoverde.it

Itinerario Creta

Partenza per la Grecia

martedì 28 giugno 2005
Itanos Itanos

Partenza: inizia una nuova avventura. Sono 10 anni esatti che non ci rechiamo più a Creta. La scorsa volta affrontammo il viaggio in sella alla nostra Moto Guzzi e soltanto in due ora invece siamo in tre. Ma in fondo è lo stesso spirito di conoscere luoghi nuovi che ci accompagna in questa nuova avventura. Arriviamo nel porto di Ancona verso l'ora di pranzo abbondantemente in anticipo per l'ora dell'imbarco le 15. Fatto il ceck-in mangiamo e attendiamo l'imbarco. Saliti sulla nave della Superfast ci fanno mettere nel ponte scoperto.

Quest'anno non è più possibile viaggiare campeggiando a bordo, ma un'interessante offerta della compagnia ci fa viaggiare in cabina all'interessantissimo prezzo di 449 € tutto compreso andata e ritorno. Memori delle brutte esperienze fatte lo scorso anno con altre compagnie partendo da Brindisi, abbiamo voluto garantirci un viaggio comodo con una delle migliori compagnie che operano tra l'Italia e la Grecia. Saliti sulla nave dopo aver preso possesso della cabina ci rechiamo in piscina, Elisa vuole fare un bagno. In serata ci rechiamo nel self service per la cena.

Sempre più a sud

mercoledì 29 giugno 2005

Notte passata tranquillamente ci alziamo con molto comodo. Verso le 11 sbarchiamo a Patrasso. Prendiamo la strada per Atene e poi per il Pireo. Arrivati ad Elefsina si vedono nella baia gli insediamenti industriali con i relativi odori. Il paesaggio che fino a qui era abbastanza piacevole si è trasformato in un agglomerato urbano pieno di impianti industriali ad alto rischio ambientale.

Arrivati in vista del Pireo colpisce il passaggio brusco dalle brulle e spopolate montagne al vasto insediamento urbano. Il 70% della popolazione Greca vive tutta in quest'area compresa tra Atene e il Pireo, il resto della Grecia è in confronto completamente spopolato. Arrivati al porto entriamo in una agenzia per prenotare il traghetto per Creta. Ci prospettano come più economica la Anek con partenza la sera stessa alle 21. Prenotiamo una cabina e passaggio per il Camper il tutto alla modica cifra, si fa per dire, di 550 € andata e ritorno, accidenti! È più dell’attraversata con la Superfast nonostante il tragitto da Ancona a Patrasso è almeno il doppio che tra il Pireo a Iraklio! Qui nessuna compagnia opera in Open Deck.

Ci imbarchiamo. Ci fanno salire con il camper a retromarcia fino al ponte superiore. Stivano i mezzi a pochi cm l'uno dall'altro. Il numero di Tir che sale sul traghetto è impressionante il traghetto è stracarico di mezzi pesanti. Con mezz’ora di ritardo partiamo. In cabina si percepiscono parecchie vibrazioni.

Da Iraklio a Elounda. Da Elounda a Sitia. Da Sitia a Vai e Itanos

giovedì 30 giugno 2005

Finalmente siamo arrivati a Creta. Siamo sbarcati con molto ritardo sul previsto. Creta Creta Saltiamo la visita a Cnosso perchè già meta di un precedente viaggio e prendiamo la strada per Agios Nikolaos abbastanza rettilinea e larga. Ci conformiamo subito all'usanza greca di viaggiare a cavallo della riga bianca di destra.

Salisburgo Immagine a dimensione reale Elounda appare subito molto turistica. Qualche possibilità di sosta lungo la strada che corre sul lungomare. Sitia ha un abitato deludente dal punto di vista paesaggistico, ci fermiamo solo per fare un bagno e poi via. Prima di arrampicarci sulla strada che ci porterà a Palekastro incontriamo Dionissos Village, che visto da lontano sembra un villaggio fatto di plastica, una miniatura tirata a lucido e posta ai piedi della montagna. Continuando sulla strada ci accorgiamo che si tratta di un albergo strutturato come se fosse un villaggio, troppo perfetto per essere vero: infatti è un finto villaggio greco come fosse di plastica!

Arrivati a Vai troviamo un parcheggio a pagamento (3€ per le auto e 4,5€ per i caravan) con annesso stabilimento balneare! E l'unico palmeto spontaneo europeo? Sì, ma è proprio piccolino: Ci aspettavamo francamente qualcosa di più! Dopo un sopralluogo in bicicletta decidiamo di spostarci ad Itanos; pernotteremo lì

Itanos

venerdì 1 luglio 2005
Itanos Itanos

Passiamo la giornata a fare i bagni e a goderci il paesaggio. Itanos Itanos Finalmente possiamo collaudare il nuovo kajak girovagando nelle baie circostanti su un mare cristallino. Sopra la spiaggia inizia il sito archeologico di Itanos, anticamente una potente città di Creta.

Da Itanos a Xerokambos

sabato 2 luglio 2005

Al mattino presto un bel bagno nella baia di Itanos. Tornati a Palekastro pranzo alla taverna di Elena (spesa totale: 22€). La temperatura fuori segna i 40° gradi. Si riparte per Sitia. Qui giriamo a sinistra per Ierapetra. La strada come quasi tutte le strade di Creta non permette medie superiori ai 30-40 km/orari. All'altezza di Ag. Georgios facciamo rifornimento d'acqua da una fontana dotata di rubinetto con attacco da 1/2 pollice standard, posta accanto ad una graziosa cappella ortodossa bianca. Superato il paese di Sikia a sinistra per Armeni. Il paesaggio della valle è contornato da centinaia di mulini a vento di tutte le dimensioni ed età. Sulla sinistra seguendo il crinale della montagna enormi pali sostengono modernissimi generatori eolici. Siamo proprio nella valle dell'energia eolica. Nello sfruttamento delle energie alternative, non c'è dubbio i Greci sono molto più avanti di noi Italiani.

A Ziros facciamo spesa ad un mini market. Dopo il paese Imbocchiamo una strada che all'inizio sale ancora, poi si affaccia su un panorama mozzafiato. Si vede in fondo la baia di Xerokambos, il panorama è stupendo. Ma attenzione! Chi guida non può distrarsi nemmeno un attimo, la più piccola distrazione potrebbe costare cara, la strada non ha alcuna protezione e il burrone che si presenta dopo ogni curva fa tremare le gambe solo al pensiero di cosa accadrebbe se si finisse fuori strada. Scendiamo facendo ampio uso del freno motore per evitare di surriscaldare i freni e suonando ad ogni curva. Dall'alto si vedono due baie con un mare dai colori stupendi. Quella in linea d'aria più vicina a noi è più raccolta e tranquilla ma frequentata da diverse imbarcazioni. Poco più in là c'è un'ampia spiaggia all'inizio dell'abitato (si fa per dire). Arrivati a Xerokambos (4 case poco distati fra loro senza nessun centro) giriamo a destra imboccando una strada sterrata che ci porta sull'ampio lungomare. Ci fermiamo poco più avanti di un autocaravan Wingamm naturalmente di un Italiano. Il vento qui comincia a farsi sentire al punto che aprendo la porta della cellula questa ci sfugge di mano e sbatte violentemente fracassando il fermo porta in plastica. Risultato: la porta non si può tenere aperta perché mancando il fermo è libera di seguire le raffiche di vento. Anche se il posto lo consentirebbe è impossibile aprire il tendalino, il vento se lo porterebbe via. Il mare è bello ma agitato. Passiamo una piacevole serata e una notte fresca, tenendo i finestrini aperti appena un dito.  

Xerokambos

domenica 3 luglio 2005

Bagno al mattino presto. Sul più tardi andiamo alla ricerca di Andrea, un italiano che circa 15 anni fa innamoratosi della bellezza e della tranquillità del posto ha deciso insieme ad Anna di abbandonare la caotica vita in città (Roma) per trasferirsi in queste montagne spopolate. Andrea gestisce un interessante sito su Xerocambos e dintorni ( www.xerocamboscreta.com ). Navigando nello spazio cibernetico alla ricerca di notizie su Creta, ci aveva colpito il genere di paesaggi esposti e i commenti e le informazioni contenute. Da queste pagine si riusciva a capire l'atmosfera di tranquilla vallata molto bella paesaggisticamente. Contattato via e-mail ci ha subito risposto invitandoci a venirlo a trovare. Chiedendo al primo affittacamere che incontriamo ci indicano la località. Lì lo incontriamo, ci offre un “Rakì” bevanda alcolica locale. Da lui apprendiamo che secondo le previsioni metereologiche disponibili su internet ( Windfinder ) sta arrivando il "Meltemi" forti raffiche di vento che investe queste isole greche. La zona dove ci troviamo è una delle più esposte. Il giorno di maggiore intensità è previsto per dopodomani 5 luglio. Dalla diversa colorazione della cartina di creta che appare sullo schermo si vede dove il Meltemi colpirà più duro e dove meno. Ci suggerisce di spostare il camper dopodomani nella zona dopo Ierapetra verso Mirtos. Qui al riparo del monte Dikti 2148 mt. uno dei più alti dell'isola i forti venti provenienti da nord dovrebbero farci ballare meno. Dopo l'incontro ci accingiamo a recarsi nella terza spiaggia di Xerokambos, quella posta più vicina all'abitato. Alla sera, risaliamo sulla strada principale e ci avviamo percorrendo la strada verso est fino ad arrivare in fondo all'abitato per cenare alla terza taverna che incontriamo (l'ultima).

Camping Koutsounari

lunedì 4 luglio 2005

Il vento ci ha fatto compagnia tutta la notte. Creta Creta Oblò e finestre le abbiamo lasciate aperte appena un dito, il vento che si infiltrava era sufficiente a rinfrescare l'abitacolo. Dietro di noi al posto del camper Wingamm partito il giorno prima, si è fermato un Motorhome anch'esso italiano, lo avvertiamo delle previsioni metereologiche sul Meltemi. Dopo un bagno mattutino partiamo risalendo la montagna tornante dopo tornante, vista l'esposizione al vento della strada, preferiamo percorrerla quando il Meltemi non ha raggiunto la sua massima intensità. Da quassù il panorama delle due baie visibili è stupendo. Una volta scesi dalle montagne, il paesaggio si fa poco interessante. Questo tratto di costa è piuttosto insignificante, ricco di insediamenti urbani e serre. Passato l'abitato di Ferma lungo la strada incontriamo un campeggio, dobbiamo scaricare i serbatoi: facciamo sosta qui. Il campeggio non è grande, la zona riservata ai camper è posta di fronte alla spiaggia, ogni postazione è ombreggiata da una stuoia di canne sia sopra che ai lati, tenute su da robusti tubi innocenti. Notiamo che anche le postazioni riservate alle tende oltre ad essere ombreggiate sono protette ai lati, formando quasi una gabbia a prova di Meltemi. Qui comunque il vento è meno forte che a Xerokambos.

Verso Tsoutsouros

martedì 5 luglio 2005

La notte è trascorsa tranquilla. Pagata la sosta giornaliera (tot. 18€) ci avviamo. Il vento c’è ancora ma non dà particolarmente fastidio, in questa zona. La strada si allontana dal mare, decidiamo di visitare un paese sulla costa Tsoutsouros. Dalla strada nazionale 97 a Kato Kasteliana girare a sinistra per Tsoutsouros. Percorrere la strada ricca di curve e burroni, arrivati al paese girare a sinistra per Arvi. Creta Creta  Alla fine di Tsoutsouros girare a destra prendendo una strada sterrata per il mare. La strada che lascia la nazionale prima sale tra montagne brulle e poi scende, le immancabili capre fanno da cornice ad un paesaggio aspro e desolato. Arrivati al paese ci dirigiamo alla spiaggia. Qui il vento ha ripreso a soffiare forte. Dopo il bagno prepariamo il camper per la notte: come fosse una barca che deve affrontare una tempesta, giriamo la prua a vento.

Festos, Kalamaki, Kokinos Pirgos

mercoledì 6 luglio 2005

Si riparte dopo un breve bagno. Creta Creta Lungo la strada per Agii Deka ci accorgiamo che il display che sintetizza la carica della batteria di servizio segna "batteria scarica". Ci fermiamo per interrogare la centralina di controllo posta sopra la porta. Il display a questo punto segna un valore di carica di soli 9 volt mentre settandola sulla batteria motore per fortuna quest'ultima da un valore di 12V. E' evidente comunque che ci deve essere un guasto. Interrogandoci sul da farsi passiamo davanti a un'officina con l'insegna che pubblicizza le batterie FIAMM, capiamo che si tratta di un elettrauto e ci fermiamo. L'uomo parla solo il greco e gli spieghiamo a gesti di controllare lo stato di carica della batteria di servizio. Anche il suo strumento segnala batteria scarica, incomincia così a controllare l'impianto dalla batteria motore fino alla batteria di servizio. Dopo mezz'ora di controlli scopre il guasto: lo spinotto del cavo che fornisce la corrente alla centralina a causa di un falso contatto ha generato una scintilla fino a bruciare il collegamento. Sostituito lo spinotto, paghiamo (15 €) e contenti di aver risolto il problema, ringraziando ce ne andiamo. Arrivati a Festos essendo il giorno ancora nelle ore più calde, decidiamo prima di farci un bagno a Kalamaki. A Kalamaki cercando di arrivare al mare ci infiliamo in un vicolo stretto che alla fine con una curva ad angolo retto sbocca al mare. Troppo stretta la curva per poterla fare con un veicolo di quasi 7 metri. Per evitare di rifarlo tutto a retromarcia troviamo un'altra soluzione: proseguendo dritti ci infiliamo in una casa in costruzione con soltanto i muri perimetrali; fatta la manovra per girarci, torniamo indietro. Parcheggiamo e ci rechiamo, questa volta a piedi, alla spiaggia. Finito il bagno torniamo a Festos per visitarla. Creta Creta Insieme a noi i turisti sono tutti italiani. Creta Creta Finita la visita, un gelato al bar e poi di nuovo in viaggio. Ormai è sera: dobbiamo trovare un posto per la notte. Superato Timbaki ci infiliamo in un abitato che solo il giorno dopo scopriamo essere Kokinos Pirgos, fino ad arrivare al porto. Qui c'è un ampio piazzale. Una decina di oche ci viene incontro, proviamo a dare del pane secco sbriciolandolo . Affamatissime lo mangiano con voracità. Passiamo lì la notte.

Curva dopo curva sbagliando strada ci ritroviamo a Rethimo

giovedì 7 luglio 2005

La notte nel porto di Kokinos Pirgos trascorre tranquilla. Poco più in là del porto c'è la spiaggia, facciamo un breve bagno e ripartiamo. Proseguiamo per Agia Galini. Un'indicazione per Rethimno ci trae in inganno, così invece di proseguire sulla strada 97 per Rethimo, ne prendiamo un'altra secondaria che porta sempre a Rethimo ma è molto più a curve, inoltre passa lontana dalla deviazione che volevamo prendere: per Fragokastelo. Quando ci accorgiamo dell'errore ormai è tardi: si intravvede il mare siamo vicini a Rethimo. A questo punto prendiamo la superstrada E 75 per Hania. Superato Peres la strada costeggia la spiaggia, decidiamo di fermarci, usciamo dalla strada per immetterci nel lungomare. Molte sono le possibilità di sosta in questa zona. Ci fermiamo in spiaggia per il bagno. Ripartiti per Hania ci manteniamo sulla superstrada (si fa per dire, è l'unica strada di Creta ove è possibile inserire la 5' marcia). In seguito imbocchiamo la strada per Paleohora. E' la strada in cui 10 anni fa percorrendola in moto, cademmo a causa di una macchia d'olio sull'asfalto. Lungo la strada ci fermiamo in un'ampia piazzola di sosta. Siamo in mezzo alle montagne, tutt'intorno si sente soltanto lo scampanellio di un gregge che si appresta a rientrare. Il sole sta per tramontare. Passeremo lì la notte.

Arriviamo a Sougia

venerdì 8 luglio 2005

Creta Creta La notte passa tranquillamente. Al mattino veniamo svegliati dall'allestimento di un banchetto che vende prodotti agricoli locali. Infatti tutta la strada è costellata da posti ove gli agricoltori si ingegnano a vendere i loro prodotti ai turisti (miele, olio). Partiamo per Kantanos, qui giriamo a destra in una strada che s'inerpica seguendo le indicazioni per Sougia. La strada nel primo tratto consente di marciare soltanto in I e II marcia, suonando frequentemente il clacson, è molto stretta inoltre gli alberi invadono frequentemente la carreggiata. Per fortuna è poco trafficata. Nell'ultimo tratto diventa più larga e consente di andare più spediti.

Arrivati a Sougia scendiamo sulla strada sterrata che costeggia la spiaggia. Qui tra piccoli camper e soprattutto tende, i campeggiatori sono dappertutto. Gli alberi che sono in spiaggia e quelli più addietrati nella macchia mediterranea hanno l'ombra già occupata da tende e sdraio. Parcheggiamo il camper sulla spiaggia con il tendalino rivolto verso il mare. Il vento non da più fastidio e possiamo finalmente tirare fuori il tendalino con tavolino e sedie. E' sabato e qui l'atmosfera che regna è proprio particolare. Innanzitutto scopriamo che la spiaggia da dove siamo noi in poi è il regno dei nudisti, ma non è per questo, piuttosto intorno a noi, a mano a mano che si avvicina la sera è tutto un fiore di tende e sacchi a pelo: sembra di stare in un campeggio libero stile anni '70. L'unica differenza da quegli anni è che allora erano tutti giovani stile “free”, oggi qui ci sono tutte le età, gruppi di giovani, famigliole con i bimbi piccoli, coppie di una certa età. L'atmosfera è festosa e con il nostro camper ci sentiamo dei campeggiatori di lusso.

Arrivano anche altri autocaravan: uno di questi un motorhome Laika Ecovip 600 di un tedesco si appresta a parcheggiarlo davanti a noi in linea sulla spiaggia, nella manovra però si affonda una ruota motrice anteriore nella sabbia scavando una buca. In queste situazioni su sabbia e ciottoli avere una motricità posteriore su gemellato come il nostro mezzo su meccanica Ford fa la differenza. Ci rechiamo anche noi a vedere cosa possiamo fare per aiutarlo, il tedesco parla anche un po’ di italiano e ci scambiamo alcune idee sul da farsi. Quando ormai si era rassegnato a cercare di tirare su il mezzo con il cric, arriva in soccorso un suo connazionale su un camper con delle ruote enormi a 4 ruote motrici un vero "panzer", lega una robusta corda tra i due mezzi e senza sforzo con una efficienza tutta tedesca il "panzer" tira fuori il connazionale dalla scomodissima situazione.

Nel pomeriggio prendiamo le nostre biciclette e ci rechiamo in paese. La nostra passeggiata in bicicletta non passa inosservata: all'incrocio principale si ferma l'auto della polizia locale e ci guarda chiedendoci qualcosa, ci avviciniamo. Sono incuriositi dalla bicicletta elettrica Aprilia, in inglese ci chiedono come funziona, gli illustriamo le qualità della bicicletta; ormai non solo loro ma anche alcuni passanti si fermano incuriositi. Il capo pattuglia vuole sapere l'indirizzo dove l'abbiamo comprata, non avendolo con noi, ci accordiamo per farglielo avere al posto di polizia. Torniamo al camper. Cala il sole, ceniamo, ripieghiamo il tendalino perché non si sa mai, di notte il vento potrebbe riprendere. Sopra di noi uno spettacolo infinito di stelle, si vedono pure le nebulose, è uno spettacolo che a causa dell'inquinamento luminoso raramente nei nostri cieli si riesce a vedere.

Sougia

sabato 9 luglio 2005

Al mattino la zona ove ci siamo fermati è ombreggiata dalla montagna che in fondo alla baia scende a picco sul mare. Ma appena sorge il sole è necessario stendere il tendalino perché anche nelle primissime ore il sole picchia. Facciamo colazione sul tavolino che abbiamo montato accanto al camper. Qui praticamente ci sono tutti i confort di un normale campeggio: docce in spiaggia, bar con taverna, e possibilità di campeggiare in assoluta tranquillità. Al mattino oltre alle tende sparse sulla spiaggia un po’ qua e un po’ là, si vedono vicino alla riva distanziati fra loro alcuni solitari che dormono nel sacco a pelo. Ma con il rapido scomparire dell'ombra del monte il sole induce i campeggiatori ad alzarsi e smontare le tende. La spiaggia incomincia ad avere il suo consueto aspetto diurno con i primi bagnanti che affollano la spiaggia. Tiro fuori il Kajak dal vano garage e mi appresto ad iniziare la prima escursione della giornata.

All'ora di pranzo ci rechiamo al vicino bar-taverna, sedendoci al fresco sotto gli alberi. Mentre mangiamo arriva l'auto della polizia con a bordo il poliziotto interessato alla nostra bici. E' in borghese e si reca a parlare con i gestori del bar. Con l'occasione lo avviciniamo e gli consegniamo l'indirizzo, ci saluta molto cordialmente. Nel pomeriggio di nuovo mare con escursione in Kajak questa volta in direzione opposta verso il porticciolo.

Intanto, essendo sabato il numero di bagnanti è cresciuto. Il parcheggio vicino al nostro camper si è riempito di auto prese a noleggio dai turisti, sarebbe impossibile muovere il camper se volessimo partire. Arriva anche un gruppo di giovani francesi con zaini e sacchi a pelo. Vicino a noi arrivano due donne che per età dovrebbero essere madre e figlia, si parlano in inglese. Incominciano a setacciare la sabbia alla ricerca di ciottoli che rimuovono e dispongono al di fuori formando un piccolo muretto a secco circolare, al suo interno montano una piccolissima tenda e passano lì la notte. Si ripete l'atmosfera festosa di allestimento camping per la notte che avevamo assistito il giorno prima.

Sougia di domenica

domenica 10 luglio 2005

La notte passa tranquilla, anche la giornata come la precedente, passa stando al mare, una giornata di vero relax. Ci rechiamo di nuovo in paese con le biciclette per far spesa e scattare qualche foto. La domenica volge al termine e la spiaggia incomincia a svuotarsi. Nel pomeriggio incominciano le partenze. Partono anche le due donne di lingua inglese che campeggiavano vicino a noi, non più da sole, ma con due giovanotti, uno dei quali in tenere effusioni con la più giovane. La sera la passiamo a contemplare lo splendido scenario di stelle presente sopra di noi, la Via Lattea evidentissima, qualche stella cadente.

Da Sougia a Paleohora

lunedì 11 luglio 2005

Il mattino lo passiamo a fare i bagni al mare. Pranzo nella taverna della spiaggia. Partiamo anche noi a malincuore. Arrivati a Paleohora dopo una breve sosta in città ci dirigiamo verso il campeggio: abbiamo necessità di svuotare i serbatoi. Il campeggio è molto piccolo e i camper vengono fatti sostare nel piazzale d'ingresso sotto grandi alberi. Ci rechiamo al bar taverna presente nel campeggio, qui facciamo subito amicizia con due giovani donne italiane che sono lì per lavorare nella stagione estiva. Una di esse ha una figlia della stessa età di Elisa che non vede l'ora di giocare finalmente con una bambina italiana. Le due bambine giocano e fanno il bagno tutto il pomeriggio fino a sera.

Qui il vento proveniente da nord che ci ha sempre accompagnato è totalmente scomparso e il caldo diventa irresistibile. E' l'unica giornata in cui abbiamo veramente sofferto il caldo. In serata prendiamo le biciclette e ci rechiamo a Paleohora, la cittadina ha un'intensa vita notturna; i negozi - chiusi nel primo pomeriggio per la temperatura troppo alta - aprono dalle 17/18 circa fino alle 23/24. Nella zona pedonalizzata è tutto un susseguirsi di bar negozi e locali per turisti. Ne approfittiamo in un internet-cafè per mandare via e-mail saluti ad amici e qualche foto appena scattata. Tornati al campeggio ci prepariamo per la notte. Purtroppo pur essendo lunedì, appena ci siamo coricati la vicinissima discoteca inizia a sparare musica ed avendo il "privilegio" di affacciarci al suo piazzale d'ingresso ci sorbiamo un interminabile tam-tam ritmico fino alle 4 di notte, dopodiché cessata la musica da discoteca inizia quella proveniente dalle auto che insieme a sgommate e roboanti partenze e stridore di freni per almeno un'altra oretta ci tiene compagnia. Dopodiché ormai alle prime luci dell'alba ci viene concesso di dormire.

Verso Elafonissi

martedì 12 luglio 2005

Dopo la notte insonne, scarichiamo i serbatoi del camper carichiamo quelli di acqua potabile e ce ne andiamo. Creta Creta Le due italiane che lavorano lì ci hanno sconsigliato di percorrere la strada per Elafonissi che passa vicino al mare, perché troppo stretta e accidentata nel tratto sterrato. Quindi facciamo un giro più lungo tornando a Kandanos. Arrivati sulla strada proveniente da Kissamos, ci fermiamo a mangiare alla taverna posta proprio al bivio. Ripartiti dopo esserci riposati all'ombra, la strada da Elos a Vathi incomincia ad avere dei tratti molto stretti, inoltre a quell'ora inizia il controesodo da Elafonissi, incontriamo lunghe colonne di auto e qualche pullman in senso contrario. Molti turisti, forse perché viaggiano su un'auto noleggiata, tendono a prendere le curve allegramente, un po’ larghe invadendo l'altra corsia. Procediamo molto lentamente suonando in continuazione il clacson. L'ultimo tratto di strada è decisamente più largo. Arrivati in prossimità di Elafonissi prima che termini la strada asfaltata ci fermiamo a far spesa al mini-market. Qui compriamo dell'olio produzione propria imbottigliato davanti a noi in una bottiglia di plastica (dell'acqua) che scopriamo poi ottimo a soli 3 € al litro. Inizia la strada sterrata, ci fermiamo in uno slargo per ammirare il panorama: sembra proprio di stare in un'isola tropicale, i colori della baia vanno dal verde smeraldo all'azzurro, la spiaggia bianchissima è tutta protesa verso un'isoletta. In fondo al parcheggio a sinistra scorgiamo dei camper, decidiamo di dirigerci lì. Scesi al parcheggio, troviamo il passaggio intasato da auto in sosta che lasciano uno stretto spazio transitabile solo da automobili. Sono circa le 17, ci fermiamo in attesa che cessi l'assedio di auto. Un'oretta dopo possiamo proseguire e parcheggiare.

Entriamo subito a chiacchierare con la piccola comunità di camperisti italiani seduta all'ombra di ginepri, alcuni camperisti già incontrati. Ad Elafonissi al contrario di altri posti di Creta la presenza di autocaravan è costante gli italiani sono in maggioranza, seguiti da francesi e tedeschi. Qui ritroviamo pure l'autocaravan 4x4 tedesco soprannominato da noi "il panzer". Impossibile resistere ai colori del mare, facciamo un bagno e una doccia in spiaggia.

Elafonissi

mercoledì 13 luglio 2005

La notte passa tranquilla e ventilata, il posto al mattino presto ha tutto un altro aspetto. Ne approfitto per fare un po’ di foto. Il vento qui ha ripreso a soffiare rendendo impossibile mangiare fuori sul tavolino che non proviamo nemmeno a tirar fuori. 

Elafonissi esplorazione della costa ovest

giovedì 14 luglio 2005

La notte passa tranquilla e ventilata, il posto al mattino presto ha tutto un altro aspetto. Ne approfitto per fare un po’ di foto. Il vento qui ha ripreso a soffiare rendendo impossibile mangiare fuori sul tavolino che non proviamo nemmeno a tirar fuori. 

Elafonissi tratto est

venerdì 15 luglio 2005

Al mattino nuovo giro in Kajak, il vento da ovest non accenna a cessare e di conseguenza neanche la corrente. Il mare rimane agitato nella baia posta ad ovest e calmo nella parte riparata dall'isola di Elafonissi. Debbo rinunciare a circumnavigare l'isola ed accontentarmi di rimanere nella baia posta ad est. Nel pomeriggio esplorazione con Nino percorrendo il sentiero E4 della costa orientale. Rientrati alla base osserviamo l'arrivo di alcuni campeggiatori greci, varano un gommone dal carrello trainato da un fuoristrada e iniziano a fare la spola per portare provviste in una località raggiungibile in barca. 

Da Elafonissi a Falassarna

sabato 16 luglio 2005

Partiamo al mattino a malincuore da Elafonissi. Creta Creta Per muoversi occorre farlo al mattino prima delle ore 10 quando incominciano ad arrivare la prima massa di turisti, inoltre oggi è sabato e la ressa di auto sarà superiore a quella dei giorni precedenti. Arrivati al mini-market in cui abbiamo acquistato l'olio ci fermiamo per acquistarne dell'altro da portare in Italia. Sono le ore 9 e il negozio ha appena aperto. Ripartiamo; dobbiamo passare la zona in cui la strada è più stretta prima delle colonne di auto e pullman di turisti. Niente da fare, incontriamo le prime file di auto proprio nella parte di strada più stretta. Avanziamo con prudenza facendo largo uso di clacson. Ad un certo punto: panico! Ecco il primo pullman e proprio in una curva. Il conducente, per fortuna vedendoci, si allarga il più possibile e si ferma. Rimane uno stretto passaggio. Noi dobbiamo provare a passare strusciando una siepe. E' fatta! siamo ormai fuori. Poi la strada si fa più larga ma dopo Mili torna stretta. Siamo su una gola, la strada è intagliata nella roccia ma in alcuni punti sporge addirittura sulla sede stradale. Fa una certa impressione passare per questa gola. Infine un semaforo regola l'accesso ad un tunnel transitabile a senso unico alternato. Passatolo rimaniamo imbottigliati con la coda che attende di entrare nel tunnel, dobbiamo attendere che partano a loro volta con il verde, poi avanziamo strombazzando ai veicoli che continuavano ad arrivare in senso opposto. Arrivati a Voulgaro ci fermiamo al Café Ouzerie alla fine dell'abitato. Facciamo colazione sotto una tettoia in legno ove spira un piacevole venticello. Il bar ha i servizi igienici esterni, chiediamo al proprietario se possiamo fare rifornimento d'acqua e svuotare la cassetta del wc. Ci consente di farlo. Non abbiamo nessuna fretta di arrivare a Kissamos così rimaniamo lì a goderci il panorama, è disponibile per gli ospiti un binocolo per l'osservazione del monte di fronte ove è possibile assistere a qualche evoluzione di un rapace. Si è fatta l'ora di pranzo, mangiamo lì. Ripartiti arriviamo a Kissamos e prendiamo la direzione per Falassarna. Ci arriviamo nel pomeriggio. I luoghi con possibilità di sosta per il camper sono molteplici, noi ci fermiamo in un punto della strada sterrata che percorre il lungomare della baia un po’ rialzato. Da lì perfettamente in piano si domina la vista della grande spiaggia, è il punto più vicino alla riva del mare. Il mare anche qui è stupendo con acqua cristallina e anche con colorazione rosa nella battigia! Al contrario di Elafonissi però il colore smeraldo sfuma subito in blu perché il fondo si fa quasi improvvisamente più profondo. Fatto il bagno ci dirigiamo alle immancabili docce da spiaggia. 

Falassarna e porto di Kissamos

domenica 17 luglio 2005

Mattino bagno con escursione in kajak percorrendo tutta la baia. Arrivato al punto più a nord la spiaggia finisce ed inizia la scogliera, questa zona è spesso frequentata da nudisti. La baia ha nella parte centrale una spiaggia molto lunga in parte colonizzata da sdraio ed ombrelloni; dietro una vasta area pianeggiante occupata da due taverne consentono possibilità di sosta in camper. Il pranzo lo consumiamo al bar su tavolini con tettoie circolari in paglia. Al mattino l'affollamento in spiaggia è contenuto, dalle ore 12-13 invece aumenta. Nel pomeriggio tiriamo fuori le bici e ci rechiamo al porticciolo posto più a sud ad Agh. Livadia, secondo la nostra cartina esiste un servizio di barche per Balos ove sappiamo esserci un altro paradiso. Arrivati non troviamo nessuna indicazione in proposito. Chiediamo alla gente del posto che ci indica Kissamos come luogo di partenza dell'imbarcazione. Torniamo al camper e ripartiamo per Kissamos. Arrivati al porto di Kissamos ormai è sera. Ci fermiamo lì per la notte. 

Balos

lunedì 18 luglio 2005

Ci alziamo con comodo, sono tre le navi che portano i turisti a Balos: la prima parte alle 10, la seconda alle 10,15 e la terza alle 12,15. Optiamo per la terza partenza, perché quest'ultima tornando più tardi, ci concede momenti da passare a Balos con meno affollamento. Mangiamo qualcosa prima di partire e c'imbarchiamo. La piccola nave la Balos Express incomincia il suo viaggio costeggiando la penisola, si vede intagliata sulla montagna la strada sterrata che sale lentamente, non ha protezioni lato mare. Circa a metà strada si vede la cappella Agh. Ioannis, più sotto la nave accosta per farci vedere un'enorme caverna che si affaccia sul mare. In fondo alla strada s'intravvede Agh. Sostis Bay ove sorge un edificio adibito a taverna.

Doppiamo il capo Vouxa caratterizzato da un promontorio perforato da parte a parte lasciando intravedere la baia con l'isola di Gramvoussa. Intanto la nave entra nella baia ove attraccherà ad un minuscolo porticciolo, lì ci sono già ancorate alcune piccole imbarcazioni di greci che, girando con la loro barca, si accampano nei luoghi più belli come quello. La sosta prevista è di un'oretta. Piccolo appunto agli organizzatori: Perché fare scalo prima a Gramvussa costringendo i turisti che vogliono visitare il castello a salire i mille gradini sotto il sole implacabile delle ore più calde della giornata? Non sarebbe meglio andarci al ritorno dopo il bagno a Balos? Sono queste le domande che mi vengono in mente mentre salgo sudando sugli alti gradini del sentiero che ci porterà alla fortezza. Tornati giù alla baia, impossibile non resistere ad un bagno rinfrescante in queste stupende acque cristalline.

Tornati alla nave ci accoglie il profumo degli spiedini preparati dall'equipaggio su un barbecue (non compresi nel prezzo di viaggio!). Ripartiamo per arrivare a Balos. Arriva anche per noi l'ora di partire da questo posto che al calar della sera diventa sempre più suggestivo ed incantato.

Kalives

martedì 19 luglio 2005

La notte al porto di Kissamos passa tranquilla fino alle 4 di notte quando veniamo svegliati dal rumore dei mezzi che sbarcano dal traghetto della compagnia Anen proveniente dal Peloponneso. Creta Creta Appena fa l'imbrunire decidiamo di muoverci, ma prima di partire approfittiamo dei gabinetti del porto per liberarci delle acque sporche e rifornirci delle acque pulite, dietro l'edificio è presente un lavabo con rubinetto con attacco standard da 1/2 pollice. Superato l'abitato di Kissamos dopo qualche chilometro usciamo per andare alla spiaggia, qui facciamo colazione e un rapido bagno. Ripartiti ci dirigiamo verso Hania. Arrivati poco prima del cartello per Tavrontis giriamo a sinistra seguendo i cartelli Tavrontis beach, Kamisana snack. Arriviamo in una spiaggia che si presta molto al campeggio, ma l'acqua è sporca e nella spiaggia troviamo del catrame. Decidiamo di ripartire per Hania percorrendo il lungomare.

La strada è contornata di case, alberghi e botteghe per turisti. Mentre andiamo ci capita di incontrare sulla strada più volte trenini per turisti. Quest'ultimi come tanti bambinoni con il viso arrossato dal sole ci guardano seduti nei loro vagoncini, li superiamo chiedendoci come si possa passare le proprie ferie in quel modo, in alberghi con il prato all'inglese costruiti seguendo un'architettura standard che potrebbe essere collocata in qualsiasi parte del mondo, completamente estranea alla cultura e all'architettura locale. E' una parte di Creta completamente diversa da quella che abbiamo visto nel nostro viaggio. Chi viene a passare le sue vacanze lì si fa un'idea di Creta proprio sbagliata e superficiale.

Qui i turisti non noleggiano le piccole auto utilitarie che abbiamo più volte incontrato nell'isola, ma potenti spider o grossi fuoristrada per non sfigurare. Il traffico si fa sempre più intenso a mano a mano ci avviciniamo alla città, fino a finire completamente imbottigliati. Sembra di trovarsi in una grande metropoli italiana, con l'unica differenza che qui il traffico non è costituito da persone che vanno a lavorare, ma da turisti in vacanza! Appena possiamo uscirne fuori scappiamo via dalla città, prendiamo la superstrada ed usciamo a Kalami. Poco prima del paese ci immettiamo in una strada che porta al mare. Passiamo lì la notte.

Kalives e imbarco per il Pireo

mercoledì 20 luglio 2005

E' l'ultimo giorno che passiamo nell'isola. Ci svegliamo e ci rechiamo alla vicina spiaggia. Il mare è una tavola fermo come un lago. Tiriamo fuori il Kayak ed inizio un'escursione verso l'isola di Karga. Finita l'ultima gita in kayak, dopo una doccia in spiaggia risaliamo in camper e partiamo. Questa stessa sera dobbiamo prendere il traghetto per il ritorno. Andiamo a Souda (Hania) mangiamo in una taverna e aspettiamo l'ora della partenza mettendoci in un posto all'ombra vicino al porto . Arrivata la nostra nave in porto, ci mettiamo con largo anticipo in coda per l'imbarco. Dopo una lunga attesa ci fanno finalmente salire. Ci fanno mettere il camper in una nicchia laterale accostando moltissimo alla parete, per entrarci occorre ripiegare lo specchietto destro. Davanti a noi fanno entrare un furgone anche lui a retromarcia lasciando la distanza dai veicoli di soli 5 cm. Tutti i mezzi costituiti al 95 % da TIR sono stipati in questo modo. Come per l'andata il traghetto è stracarico. Cosa potrebbe succedere se con il mare mosso i veicoli incominciassero a ballare andando ad urtarsi l'uno contro l'altro? Ci sono sufficienti margini di sicurezza per affrontare qualsiasi condizione del mare con un traghetto carico in questo modo? Queste sono le domante che tentavo di allontanare dalla mente per riuscire ad addormentarmi nella rumorosa cabina (vibrava tutto) della Anek Lines.

Dal Pireo a Patrasso, sostando ad Akratas

giovedì 21 luglio 2005

Il prossimo imbarco lo abbiamo a Patrasso alle 21. Abbiamo quindi tutto il tempo per fare un'ultima sosta al mare. Da un precedente viaggio in Peloponneso sappiamo che la costa che precede Patrasso è molto bella. Già verso Egira usciamo dalla autostrada e proseguiamo sul lungomare in direzione Patrasso. Attraversando un ponte rimaniamo abbagliati dalla spiaggia sottostante. Decidiamo di fermarci lì. Torniamo un pochino indietro per imboccare uno stradello in discesa posto appena prima del ponte che arriva alla spiaggia con accanto porticciolo di piccole barche. Lo stradello è in forte discesa, ma è cementato e non crea problemi per la discesa con il camper. Creta Creta L'acqua è trasparentissima e non ci fa rimpiangere il meraviglioso mare che abbiamo lasciato a Creta. Nel pomeriggio ripartiamo per imbarcarci sull'ottimo traghetto della Superfast. Prima di recarci in porto facciamo il pieno di gasolio a 0,899 €/l. E pensare che solo un anno fa erano questi i prezzi praticati in Italia!

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