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Grecia 2010: Evia sud

Partenza dal porto di Brindisi

15 luglio 2010
Marmari Marmari

Non abbiamo trovato posto quest’anno con la compagnia Superfast nonostante avessimo prenotato con sufficiente anticipo (circa un mese) chissà forse attirati dalla crisi economica greca molti hanno deciso di recarsi sperando in prezzi stracciati. Così abbiamo prenotato con la Endeavor Lines in camping on board. Arriviamo a Brindisi con molto anticipo circa 4 ore prima, ci rechiamo al check-in. Al porto c’è già una fila notevole allo sportello, dopo una paziente attesa apprendiamo che ci sono dei problemi con la nave: è stata soppressa per una agitazione sindacale! Oppure è guasta! non siamo mai riusciti a sapere il vero motivo. In alternativa partendo un'ora e mezza dopo si può partire con un’altra nave stessa compagnia ma che ci sbarcherà a Igoumenitsa e non a Patrasso come quella che avevamo prenotato. Ci viene offerto circa 60 € come rimborso carburante per raggiungere Patrasso e la minima differenza di biglietto tra le due località con buoni pasto per la cena. Per noi il disagio è minimo, viaggiando con il camper e non dovendo raggiungere una località specifica ad una certa ora è una variazione del programma che possiamo accettare. Molto più problematico è invece per chi non ha mezzi di locomozione e deve raggiungere l’isola di Cefalonia che era il primo scalo del traghetto che dovevamo prendere. Un simpatico gruppo di ragazze cilene si trova proprio in questa condizione, zaino in spalla dovranno ripartire in autobus da Igoumenitsa per Patrasso e ripartire da lì con un traghetto per Cefalonia.

Dopo aver fatto i biglietti ci rechiamo alla banchina, la nave è già là. Siamo tra i primi a metterci in fila. Saliti a bordo ci posizionano sul ponte con enormi finestroni, per fortuna capitiamo di lato accanto ad una finestra, ci calano dal soffitto una prolunga di corrente e la attacchiamo al camper. Dopo esserci sistemati, lasciamo il camper e ci facciamo un giretto sulla nave. Verso le 19,30 ci mettiamo in coda per la cena: menù economico offerto dalla compagnia per indennizzarci del disagio per il cambio itinerario. Dopo la cena torniamo al camper, le ore di sonno saranno pochine perché tra tragitto più corto e cambio fuso orario si sbarcherà alle ore 5,30 (4,30 ora italiana). La beffa è che ci hanno dato anche i buoni pasto per la colazione, che però non potrà mai esserci visto che lo sbarco è parecchie ore prima che apra il self service.

Il viaggio verso Corinto

16 luglio
TomTom TomTom

E’ ancora buio e dagli altoparlanti ci avvisano che stiamo arrivando ad Igoumenitsa. Il tempo di prepararci e siamo già arrivati. Sono le prime ore dell’alba e siamo già in viaggio con il nostro camper. Abbiamo avviato il Tom Tom con la mappa greece850.2801 la strada comunque la conosciamo bene e quindi è solo una verifica dell’esattezza della mappa. Passiamo il primo distributore di carburante e verifichiamo che i prezzi non sono più convenienti. Causa crisi, il governo ha aumentato le tasse sui carburanti e i prezzi sono in linea con quelli italiani. Sono le prime ore dell’alba e non abbiamo fretta di arrivare a Patrasso, ci fermiamo a Lugìa da precedenti viaggi ci ricordiamo che lì c’è un tratto di spiaggia ove è possibile fermarsi con il camper al bordo della spiaggia. Il posto è anche meglio di come ce lo ricordavamo: la striscia di spiaggia è abbastanza lunga, ci fermiamo proprio alla fine, poco oltre c’è anche una taverna con parking camper free. Poco dopo siamo già in acqua per il primo bagno greco della stagione.

Sono ormai le 11 quando ripartiamo, arrivati a Preveza passiamo sotto il mare con il tunnel che evita di fare il giro del golfo. Proseguiamo il viaggio fino ad arrivare al ponte che attraversa il mare in prossimità di Patrasso. Lo passiamo: è a pagamento e da lì proseguiamo sull’autostrada (a pagamento, ma ha l’aspetto di una nostra strada statale) che porta in direzione di Atene, le tariffe autostradali sono anch’esse aumentate e le strade invece sono rimaste le stesse. Passiamo l’istmo di Corinto e proseguiamo fino a Megera, usciamo dall’autostrada e attraversiamo la lingua di terra per affacciarci al mare del golfo di Corinto, ci fermiano ad Alepochori. Troviamo sul lungomare un posto nella parte finale nella zona sprovvista di marciapiede.

Alepochori

17 luglio sabato

Il posto è comodo e rimaniamo Alepohori Alepohori tutto il giorno in spiaggia a fare i bagni. La spiaggia è sassosa, i locali, per facilitare l’entrata in acqua, hanno accumulato i ciottoli più grossi ai lati formando dei passaggi. Prima uscita con il nuovo kayak "Teqhila" Alla sera fino all’alba del giorno dopo una noiosa musica greca ci ha “cullato” tutta la notte: c’era una festa in paese.

Verso Evia

18 luglio domenica

 Alepohori AlepohoriAl mattino un bagno veloce, mia figlia avvista una stella marina e la fotografa. Contenti ce ne andiamo da Alepochori. Prendiamo la strada molto tortuosa salendo sulla montagna, è molto panoramica, in una pineta. Siamo diretti a Thiva, appena passata la città prendiamo una strada rettilinea che ci fa superare l’autostrada in direzione di Halkida. Poco prima della città c’è un ponticello che separa l’isola di Evia dal ‘continente’. Proseguiamo sull’isola in direzione sud, è ormai tardo pomeriggio, prendiamo una deviazione sulla destra per Porto Bufalo. La stradina che scende ci fa vedere un piccolissimo villaggio di pescatori con un piccolo porto molto raccolto, ci fermiamo all’inizio del paesino e notiamo un rubinetto nel porticciolo con attacco a vite da ½; siamo ormai senza acqua, chiediamo a due vecchiette sedute a chiacchierare se possiamo fare rifornimento. Ci rispondono cortesemente che non ci sono problemi: l'acqua però è indicata solo per usi igienici.

L’abitato è concentrato su una sola strada che costeggia il porticciolo, alla fine una lingua di terra con uno spiazzo è l’ideale per fermarci all’ombra di due grandi eucalipti. Il posto è veramente tranquillo, un bel contrasto con il frastuono di Alepochori. Ma, sorpresa: il paesaggio è sì stupendo, ma è pieno di grosse zanzare che ci perseguitano tutta la notte! Porto Boufalo Porto Boufalo

Porto Boufalo

1 gen.2010

Un energico vento da terra ci ha allietato con la sua frescura tutta la notte, spinge verso il mare aperto, non è prudente avventurarsi con il kayak al di fuori della baia. Poco sopra l'abitato sono visibili le pale eoliche che testimoniano la presenza di vento tutto l'anno. Rimaniamo tutto il giorno a fare bagni e gite in kayak.

Marmari Marmari  

Marmari

Martedì 20 luglio

Dopo una mattina di nuotate nel primo pomeriggio partiamo verso Marmari. La città, non ci entusiasma, di interessante c’è alla fine della città proseguendo sul lungomare su una strada sterrata, una stupenda spiaggia Marmari Marmari che forma un triangolo sabbioso, qui dei windsurfisti si divertono a sfrecciare sulle onde, dato che il vento qui è ancora più forte. Decidiamo di non fermarci e di proseguire verso Karistos, sperando di trovare un campeggio. Arrivati a Karistos, facciamo spesa ad un supermercato e poi giriamo per la città. Non c’è nessun campeggio, quindi ci fermiamo nel proseguimento del lungomare, in una spiaggia attrezzata con docce e alberi abbastanza grandi da farci ombra.

Karistos

Mercoledì 21 luglio

Rimaniamo in spiaggia tutta la mattina, karistos karistos il mare è splendido, ma anche qui soffia il “meltemi”. Nel pomeriggio ci rechiamo in città e all’ufficio informazioni posto sul porto chiediamo se c’è un campeggio nelle vicinanze. Ci risponde la signorina che non esistono camping, ma che possiamo sostare nel tratto di spiaggia in cui ci eravamo già fermati. Per scaricare le acque del wc di usufruire dei grandi tombini rettangolari. In serata ci rechiamo ad una delle tante taverne poste sul mare a cenare.

 

L'incendio di Karistos

Giovedì 22 luglio

Siamo di nuovo a goderci il mare e la spiaggia di Karistos, il posto è l'ideale per soggiornarci più giorni, si è pure vicino alla città che si può raggiungere a piedi. Un camper italiano parcheggia dietro di noi. Facciamo amicizia con l'equipaggio. karistos karistos

Nel pomeriggio un odore di erba bruciata attira la nostra attenzione. Usciamo dal camper e notiamo del fumo sui monti dietro la città. Il vento molto forte porta direttamente fino a noi il fumo. Dopo un po’ un elicottero attrezzato per lo spegnimento degli incendi incomincia a passarci sopra. E’ un modello moderno che preleva l’acqua con una proboscide dal mare riempiendo un serbatoio, poi si alza e come fosse una enorme zanzara ritrae il pungiglione e si avvia velocemente passandoci sopra la testa.

Tutto il pomeriggio prosegue con il rumore dell’elicottero che ci ronza sopra la testa, ma il vento forte non fa altro che far avanzare l’incendio scavalcando un versante della montagna. A questo punto arrivano altri due elicotteri di rinforzo, ma l’incendio aumenta, ora il fumo è sceso più in basso e ha coperto il cielo. Siamo tra l’acqua e il fuoco, l’incendio, seppur lontano, con il vento forte che tira verso di noi, ci fa capire che non possiamo più star li. Le uniche vie di fuga sono sul mare (col kayak) oppure a ovest o est della città. Insieme all'altro camper italiano scegliamo di superare la città a est e arriviamo a Metodi, fermandoci in una stupenda baia con due punti ristoro sulla spiaggia Kavos beach. karistos karistos Da lì si vede che l’incendio si è ulteriormente espanso lambendo le prime case della città. Arrivano a questo punto i canadair, prima uno, poi altri tre. Bombardano in successione il fronte del fuoco che avanza, mentre gli elicotteri continuano il loro lavoro in pianura. Al tramonto il fuoco è ancora alto e appena fa notte gli elicotteri e gli aerei debbono sospendere il lavoro. Non smette il lavoro dei vigili del fuoco a terra che come degli eroi continuano la battaglia tutta la notte.

Noi, insieme all'altro equipaggio, ceniamo in uno dei bar ristoro.

 

Kavos

Venerdì 23 luglio

Il vento ha soffiato forte tutta la notte e di conseguenza anche l'incendio è continuato, ma alle prime luci dell’alba il fuoco era spento. Un elicottero per precauzione ha ripreso il lavoro di innaffiare le zone devastate dall’incendio e proseguirà per tutto il giorno.

karistos karistos

La baia dove siamo è stupenda, non c’è ombra ma il mare è veramente bello. Ci fermiamo per tutto il giorno.  Il fondale è ricco di fauna ittica, abbiamo avvistato anche una murena. Con il kayak facciamo diverse escursioni percorrendo la costa ad est ed ovest. Andando ad ovest è possibile in mezz'ora fare il giro di un'isoletta posta nella baia accanto.

 

Tsakei

Sabato 24 luglio

Il vento è cessato, questo mi permette di fare delle belle escursioni in kayak, circumnavigando una piccola isoletta nella baia accanto. Ma l’incanto del posto sta per rompersi, il vento ora tira da mare e porta molto sporco, l’acqua non è più cristallina, oltre allo sporco avvistiamo con il kayak una ventina di meduse di colore marrone e di grandezza dai 10 ai 20 cm di diametro. Nel pomeriggio ripartiamo, torniamo in città e prendiamo la strada verso nord. Appena usciti dalla città costatiamo con orrore i danni che l'incendio ha arrecato alla poca macchia boscosa che era rimasta attorno alla città. Molte ville sparse sono state circondate dall’incendio, alcune si sono incendiate.

Limnionas Limnionas

Riprendiamo la strada che alterna continuamente pezzi nuovi ad altri vecchi molto stretti e con il manto stradale pieno di buche profonde, velocità possibile: 30 km/h. La nostra nuova meta è Limnionas.

Arrivati in prossimità di Tsakei sbagliamo strada e ci imbuchiamo in una strettissima via del paese. Non è possibile proseguire, Dobbiamo innescare la retromarcia e ripercorrere in salita la tortuosa strada. Qui costatiamo un altro degli innumerevoli gesti di cortesia dei greci: un abitante del villaggio, figlio di un’italiana e un marocchino, ci aiuta nella retromarcia fino all’uscita del paese. Imbocchiamo la strada giusta, anche questa è molto stretta, ci porta in vista di una baia stupenda, scendiamo, ma arrivati alla fine troviamo un’auto mal parcheggiata che ingombra sulla strada, dall’altro lato un ulivo con il suo ramo ci impedisce di proseguire: stiamo bloccando la strada. Dalla locanda escono in nostro soccorso tre persone, due piegano il ramo e la terza ci fa i segni per la manovra. Anche questa volta grazie all’aiuto degli abitanti locali riusciamo a tirarci fuori dalla scomoda posizione. La piccola baia è piena di bagnanti, sono però le 19,30 e la gente incomincia a tornare dal mare liberando il parcheggio. Troviamo così un’ottima posizione sulla strada poco sopra la spiaggia. La sera compaiono alcune tende sulla parte finale della spiaggia.

 

Limnionas

domenica 25 luglio

Rimaniamo tutto il giorno a fare bagni e giri in kayak. Ci sono delle bellissime grotte sul mare, più un’isoletta nella baia, il posto è veramente bello e l’acqua trasparentissima. La spiaggia si affolla di persone che continuano a venire fino alle tredici. E’ una località che per fortuna non troverete proposta da nessuna agenzia turistica, qui solo i greci la conoscono. Siamo gli unici stranieri. Nel pomeriggio si alza un po' di vento da mare e uscendo in kayak noto che fuori della baia l’onda crea qualche problema a una piccola imbarcazione, nel giro di perlustrazione avvisto anche qui una decina di meduse identiche a quelle viste a Karistos. Il vento è forte, meglio tornare.

 

Verso nord

lunedì 26 luglio

Al mattino nuovo giro in kayak a quello che ho chiamato il giro delle 5 grotte. Quella posta a destra sulla baia guardando il mare è la più bella ha una spiaggia interna e al suo fianco un’altra apertura navigabile con il kayak, ma non con un canotto. Il tempo è cambiato: un corpo nuvoloso si avvicina dal mare. Decidiamo che partiremo subito dopo pranzo. Spostiamo il camper e lo avviciniamo ai due rubinetti che fungono da doccia pubblica con attacco a vite 1/2 “ per far rifornimento di acqua. Poi ci rechiamo a mangiare alla taverna. Delle tre presenti scegliamo quella con attorno diversi caravan, sembra quasi un piccolo campeggio. Mangiamo insalata greca, frittura di pesce, patate fritte, e una bistecca, tutto a 28 €. zarakon zarakon Finito l’abbondante pasto, proviamo a chiedere se possiamo scaricare le acque della cassetta del wc (visto che sembra un campeggio). Ci consentono di vuotare il contenuto della cassetta nella loro fossa biologica. Meglio di così! Usciti dalla taverna incominciano a scendere le prime gocce di pioggia, saliamo sul camper e partiamo. Dopo aver percorso qualche chilometro ci fermiamo in uno spiazzo, ora il temporale si sta scatenando con fulmini e pioggia molto forte. Dopo circa un’ora si placa e riprendiamo il viaggio verso nord. Abbiamo programmato il navigatore per Zarakon beach. Arriviamo alla spiaggia, è deserta c’è solo un altro camper francese. La spiaggia è un po’ sporca, ma il mare è pulito, una barriera di massi protegge la spiaggia dall’erosione. Ci sediamo all’ombra del nostro motorhome a prendere il fresco. Dall’altro camper i due francesi escono con il loro kayak gonfiabile, sono attrezzati di tutto indossano anche i giubbotti salvagente. Il mare non è calmo e il vento ha ripreso a soffiare, li osserviamo nella loro escursione. Dopo circa un’ora e mezza, in balia delle onde ritornano. Incomincia a piovere di nuovo, rientriamo in camper.

 

Zarakon

Martedì 27 luglio

Al mattino il mare è di nuovo calmo, l’ideale per uscire in kayak, la costa ha una scogliera notevolmente erosa dal vento e dal mare, non ci sono però le interessanti grotte viste a Limnionas. Sulle scogliere è possibile vedere greggi di capre che si arrampicano in zone inaccessibili. Al di fuori delle acque calme del piccolo golfo, anche qui avvisto numerose meduse dello stesso tipo di quelle viste nelle località precedenti. Il pomeriggio mettiamo in acqua anche il kayak monoposto e possiamo fare tutti e tre una gita ad una spiaggetta con sabbia finissima. Alla sera abbiamo la gradita visita della coppia del camper francese. Ci offrono dell’ottimo vino delle loro terre un Tokay-Pinot gris, contraccambiamo affrendogli una grappa. Conoscono abbastanza l’italiano e apprezzano molto il nostro paese che visitano spesso. Tutta la sera la impegnamo a chiacchierare allegramente dei nostri viaggi scambiandoci le esperienze. Anche loro vengono da un passato di girovaghi in motocicletta prima di passare per ragioni familiari al camper. Ubert è un tifoso di Valentino Rossi. Essere dei viaggiatori indipendenti ti riserva proprio queste graditissime sorprese.

 

Il blocco degli autotrasportatori

Mercoledì 28 luglio

Oggi dobbiamo incominciare ad avvicinarci a Patrasso, domani dobbiamo prendere il traghetto per il rientro. Un ultimo bagno e giro in kayak. Quando la spiaggia si incomincia ad animare di bagnanti tutti rigorosamente locali, abbiamo finito di ricaricare tutto sul camper, kayak compresi.

E' ormai l'ora di pranzo e ci rechiamo a mangiare ad una taverna. Le taverne sono due e sono adiacenti. Si fanno concorrenza spietata, il gestore di una è solito invitare i clienti ad entrare alla propria sottraendoli al vicino. Scegliamo la prima quella consigliataci dai francesi: ottima!

Nel pomeriggio partiamo. Risaliti sull'unica strada principale che percorre Evia, noto ad un distributore di carburante una lunga fila di autovetture in attesa del proprio turno. Mi viene il sospetto che sia in atto un'agitazione sindacale dei benzinai. Proseguendo noto che i benzinai sono tutti chiusi o se aperti, una volta entrati nel distributore il gestore si fa incontro e con ampi gesti delle braccia ci fa capire che non è possibile fare rifornimento. Una rapida occhiata alla lancetta del carburante però mi rassicura abbiamo 3/4 di serbatoio, è sufficiente per arrivare a Patrasso e prendere il traghetto. Tuttavia, per maggiore sicurezza, appena troviamo un distributore con ancora carburante, facciamo il pieno.

Proseguiamo il viaggio e lungo le strade incontriamo lunghe colonne di tir fermi e transennatti da segnalazioni e birilli. A questo punto è chiaro: a causa dello sciopero degli autotrasportatori, le pompe di benzina stanno finendo il carburante e si può circolare solo con quello che si ha nel serbatoio.

Viaggiamo evitando le autostrade, verso sera arriviamo in una zona molto bella, boscosa e priva di case, sembra un parco naturale. Troviamo uno spiazzo nei pressi di una sperduta chiesa o piccolo convento, ci fermiamo li la notte.

 

E il Traghetto?

Giovedì 29 luglio

Ci svegliamo di buon mattino e ricominciamo il viaggio. Il tempo c'è, e quindi continuiamo ad evitare le autostrade. Il paesaggio è bello come sempre, costeggiando il mare.

Superata la fumosa zona industriale tra Atene e Korinto il paesaggio torna interessante.

Arriviamo a Patrasso verso l'ora di pranzo. Una rapida visita al check-in nel porto per accertarsi che la nave c'è veramente (visti i tempi non si sa mai), poi torniamo in città per far spesa ad un supermercato. Rientrati in porto pranziamo. Contrariamente al solito non c'è tanto affollamento e siamo per il momento l'unico camper in attesa in banchina. Chiedo ad un ufficiale se si può già salire, mancano tre ore alla partenza. Mi dicono di si.

Appena saliamo sulla rampa però ci bloccano per far controllare alla polizia portuale il mezzo. Arriva con una mimetica da soldato il poliziotto che cortesemente sale sul camper. Il suo controllo è volto a vedere se abbiamo clandestini a bordo.

Più tardi chiacchierando con un altro camperista dell'episodio, mi fa notare un gruppo di ragazzi dalla pelle scura che al di là della recinzione del porto osservano le operazioni d'imbarco. La recinzione è doppia ed è stata rinforzata con spire circolari di filo spinato sulla sommità. In passato quando non esisteva questa doppia barriera capitava che ragazzi in cerca di maggior fortuna superassero la recinzione e si nascondessero sotto a camion per salire sul traghetto.

Il traghetto alla partenza rimane in gran parte vuoto, mancano tantissimi Tir e forse anche qualcuno che rimanendo a secco con il carburante non ce l'ha fatta a raggiungere il porto.

Finisce così questa avventura in Grecia, quest'anno gli imprevisti non sono mancati: traghetti soppressi, incendi, scioperi. Ma è proprio quel pizzico di avventura che rende i viaggi indipendenti più attraenti di quelli noiosi proposti dai tour-operator.

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