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Grecia
Creta istruzioni per l'uso

Creta 2018


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Abbiamo preparato con cura questa nuova avventura grazie alle esperienze precedenti. Abbiamo ripercorso l'isola in senso antiorario: l'opposto di come facemmo nel 2005. Le tappe più importanti le visiteremo di nuovo ad eccezione dei siti archeologici. Creta2018 Creta2018 L'equipaggiamento comprende un kayak per due che sarà il punto di forza per le escursioni in mare e una fat e-bike che utilizzerò per le esplorazioni dei posti via terra. Ah, dimenticavo: rispetto al 2005 ora viaggiamo con il Galaxy g600 che pur essendo più corto ha qualche comodità in più. È equipaggiato con 320w di pannelli fotovoltaici e una batteria di servizio di 180 ah e un frigorifero più capiente che ci ha permesso di tenerci anche la frutta del nostro giardino.

Il giorno della partenza

Giovedì 5 luglio 2018

Dopo cinque ore di viaggio arriviamo a Bari. Nessun problema durante il viaggio. Fatto il check in arriviamo subito alla banchina e ci fanno subito salire sul ponte superiore, quello del camping on board. Per fortuna capitiamo proprio davanti ad un finestrone, ciò significa che oltre a goderci il panorama questa notte non sentiremo caldo. Di fronte a noi un piccolo camper olandese. Attacchiamo subito la corrente. Ceniamo mentre la nave parte. Una fresca brezza entra dalla porta e dai finestrini. L'avventura è iniziata!

Viaggiare in traghetto

Venerdì 6 luglio
Creta2018 Creta2018

Notte tranquilla, ma alle 4.30 del mattino veniamo svegliati dagli altoparlanti perché siamo arrivati all'isola di…Corfù? Beh, che faccia tappa a Corfù è una novità.

Ripartiti dopo un’ora, siamo in vista di Igoumenitsa, altra fermata e qui scende la metà dei camion e dei camper. Ancora una mattinata di navigazione e siamo a Patrasso.

Arriviamo alle 13.10, siamo i primi a scendere fra i camper e prendiamo subito la direzione per Atene.

Entriamo in autostrada, rispetto all'ultimo viaggio hanno completato questo tratto di autostrada ed è a due corsie per carreggiata, si procede veloci ma accidenti, che prezzi per il pedaggio! Hanno inserito i camper e i caravan nella categoria camion e il tratto di poco più di 200km ci è costato 35€. Ma la cosa che scoccia di più è che non si paga alla fine ma è un continuo susseguirsi di barriere quindi tocca fermarsi e versare un obolo che varia dai 5 agli 8€. In compenso è disseminata di punti di sosta con bagno pubblico, dove è facile vuotare la cassetta del wc.

Percorsa l'autostrada prendiamo l'uscita per il Pireo, la strada diventa sempre più trafficata mentre ci avviciniamo in città. La città ha l'aspetto di un sobborgo del terzo mondo con edifici mal tenuti e strade strette e trafficate. Finalmente troviamo l'indicazione per il porto. Chi non vuole faticare può mettere queste coordinate lat. 37.948241 long. 23.636482 sono le coordinate dell'entrata E3 quella del nostro imbarco per Creta. Creta2018 Creta2018

Arriviamo con molto anticipo e fatto il check in ci accodiamo a dei tir in attesa. L’impressione è che nel porto sia tutto molto improvvisato senza indicazioni chiare. Arrivato il traghetto in banchina incominciano a salire i tir e arrivato il nostro turno ci fanno attendere in un'altra zona e di lì a poco si forma dietro di noi la fila di auto per salire. Arrivato il nostro turno saliamo e ci fanno parcheggiare il camper in un angolino. Non è possibile collegare la corrente al frigorifero e quindi per sicurezza lo spegniamo. Saliamo e prendiamo possesso della cabina. Nessun altro camper è sulla nave.

Il primo giorno a Creta

Sabato 7 luglio

Ci svegliano alle 6 perchè stiamo per arrivare al porto di Chania, sbarco previsto per le 7.

Alle 7 aprono l'accesso ai garage; scendiamo e fatichiamo a orizzontarci perché ora è pieno di tir che impediscono la visuale. Finalmente troviamo il nostro camper che spunta dietro una fila di rimorchi di camion senza motrice. Siamo incastrati, dobbiamo attendere che la motrice salga sul traghetto per rimuovere i rimorchi. Dopo mezz'ora passata al caldo soffocante del garage riusciamo finalmente ad uscire.

Ci dirigiamo subito verso Falassarna. Prendiamo l'unica superstrada dell'isola in direzione di Kissamos. Impostato il navigatore per Falassarna arriviamo alla grande spiaggia poco prima delle 9. Dall'alto notiamo che nel grande parcheggio c'è solo un camper.

Scendiamo piano piano scegliendo la strada asfaltata e ci affianchiamo a circa 50 m. dall'altro camper un Arca mansardato su Iveco con targa francese. Dopo aver fatto colazione siamo al mare. È mosso. C'è vento da mare. All'ora di pranzo andiamo al punto ristoro della spiaggia; c'è fresco sotto gli ombrelloni di paglia e foglie di palme. Con poco più di 20€ mangiamo e beviamo in due. Nonostante sia in pieno sole in camper si riesce a fare un riposino con la brezza marina. Il vento che ci fa stare freschi mantiene mosso il mare ma rende piacevole la permanenza in spiaggia. Dopo la spiaggia si torna in camper per la cena. Arcipelago

Falassarna

Domenica 8 luglio

Mi alzo presto al mattino dopo una notte tranquilla ma con il suono in lontananza dell'onda che s'infrange nella battigia. Il mare è rimasto mosso tutta la notte. Pensavamo di prendere il kayak e navigare verso Balos, ma il mare non lo consente.

Quindi cambio programma e tiro giù dal porta bici la fat bike a pedalata assistita. Breve giro sulla grande spiaggia e poi risalgo verso l'abitato costituito da case sparse per lo più alberghi e taverne. Finita la strada asfaltata una sterrata procede tra gli ulivi e greggi di capre. Un'area archeologica recintata ma visitabile secondo un calendario scritto sul botteghino d'ingresso. Più in là una bacheca avverte che siamo all'inizio del sentiero per Balos: 8,8 km difficoltà 3. Poco più a destra un cancelletto di legno per ingresso a una recinzione di un gregge di capre con scritto Balos. Per iniziare il sentiero bisogna attraversare il gregge e camminare lungo il fianco della montagna fino alla meravigliosa spiaggia di Balos.

Torno indietro sulla strada sterrata ed esploro ogni stradina che porta al mare. Una è particolarmente interessante: porta a una serie di spiaggette molto appartate dove sostavano un camper e alcune tende in campeggio libero.

Tornato al camper provo a tirar fuori il kayak per provare a vedere se il mare consente di navigare. Portato sulla spiaggia con il carrellino provo ad entrare in acqua. Indosso il giubbotto di salvataggio perché l'onda è forte. Creta2018 Creta2018 Provo ad entrare: l'importante è affrontare l'onda dritto di prua. Salgo sul kayak e inizio a pagaiare contro l'onda la prima la buco di prua, va bene anche la seconda e la terza, arriva una quarta onda: è più alta delle altre il kayak s'impenna e si mette di lato: è troppo tardi per raddrizzarlo, la corrente è troppo forte e vengo travolto. Finisco sott'acqua e sento la forza di due onde successive che mi fanno passare il kayak sopra. Tornato a galla arrivo a riva ma le onde continuano a trascinarci avanti e indietro. Aiutato dal bagnino che si trovava vicino al punto in cui ho preso il mare tiriamo fuori il kayak, riesco a recuperare tutto meno gli occhiali. L’action cam ha filmato tutto.

Riporto il kayak sul camper una doccia e ci rilassiamo pranzando nel punto ristoro della spiaggia. Nel pomeriggio qualche nuvola oscura per qualche momento il sole, le previsioni per i prossimi giorni non sono migliori, rimarrà il mare mosso e il vento. Dobbiamo quindi rinunciare ad andare in kayak a Balos. Decidiamo di partire la sera stessa per Elafonissi.

Due sono le strade che si possono fare da Falassarna una più corta ma tortuosa che sale sulle montagne e segue la costa e la seconda leggermente più lunga che passa all'interno e agevole anche per i pullman. Scegliamo la seconda che passa per Kissamos ove ci ricordiamo che al porto c'è un WC pubblico dove è possibile scaricare la cassetta wc. Dato che a Creta ci sono pochi campeggi è meglio approfittare quando si può e svuotare la cassetta wc. Arrivati al porto andiamo a cercare in fondo alla strada sulla sinistra il casotto bianco: sì, è tutto rimasto come 13 anni fa. C’è anche una doccia e un uomo è entrato per farla. Vuotata la cassetta ripartiamo.

Bisogna sapere che anche se stiamo facendo la strada migliore è bene percorrerla in orari determinati in maniera da non incrociare i pullman che riportano i turisti ai numerosi alberghi della costa nord. Ci sono diversi tratti stretti percorribili a senso unico alternato compresa una galleria. Quindi conviene percorrerla dopo le 19 oppure il mattino presto.

Arriviamo ad Elafonissi alle 9 di sera con il buio. Rispetto a 13 anni fa qui qualcosa è cambiato non si può più arrivare con il camper fino alla spiaggia e dove sostammo la volta precedente ora c’è una fila di ombrelloni. Attenzione la sera tardi possono passare le guardie della riserva con il loro fuoristrada e lampeggiante blu e intimarti di sloggiare immediatamente pena una salatissima multa. Conviene quindi fermarsi al parcheggio e non procedere per la strada dissestata. Ma perché non la chiudono? Le infrazioni sono molte anche da parte di auto e furgoni in campeggio libero.

Creta2018 foto Arcipelago

Elafonissi

Lunedi 9 luglio

Il paesaggio è stupendo: l'acqua cristallina e la battigia rosa rendono il paesaggio incantato. Alle prime ore della giornata approfitto della mancanza di bagnanti per scattare qualche foto. Per fortuna l'ambiente è stato preservato intatto come era nel 2005.

Con il kayak mi appresto a fare il primo giro della giornata. La corrente è forte e come tredici anni fa viene da ovest, il promontorio di Elafonissi fa da barriera al mare mosso ma non ai venti. Nella giornata faccio diverse escursioni lungo il promontorio e intravvedo in alto una chiesetta, una croce e una torre metallica con una luce per i naviganti. Il vento è fresco e consente un soggiorno piacevole in spiaggia anche alle ore più calde. È possibile anche pranzare in camper tenendo gli oblò e i finestrini aperti senza sentire caldo.

Creta2018 Creta2018

L'isola Elafonissi

Martedì 10 luglio

Decidiamo di passare la mattinata sulla penisola o isola di Elafonissi poiché un fiume d'acqua di mare taglia la penisola dalla terra ferma. Si può guadare facilmente: l'acqua arriva al costume e si è sull'isola.

Il paesaggio è surreale: un'ampia distesa di sabbia bianchissima a volte a tratti sommersa da 10 cm d'acqua separa il fiume di mare dalle dune di sabbia. Un passaggio transennato tra le dune è il sentiero, arriva alla spiaggia; qui si può proseguire a camminare a piedi nudi ammirando stupende calette con la battigia rosa fino ad arrivare in fondo alla penisola dove un promontorio si erge con delle grotte e sopra la chiesetta.

Le grotte sono abitate da campeggiatori. Una striscia di sabbia sale di lato fino in cima alla chiesetta; dentro la chiesa icone di Gesù e altre immagini sacre decorano l'altare. Accanto alla chiesa c'è un locale che sembra un ambiente destinato come riparo. Qui sopra i venti soffiano forti e il panorama sulle dune contorniate dal mare è unico. Creta2018 Creta2018

Tornato alle spiagge poco sotto dove abbiamo piantato un ombrellone passiamo la mattinata a fare bagni e a prendere il sole. Torniamo alle 13 allo stabilimento balneare qui la calca di lettini e bagnanti è indescrivibile: sembra di stare a Rimini in agosto. Approfittiamo delle docce in spiaggia e poi sul camper a pranzare. La sera torniamo a piedi verso il piccolissimo abitato di Elafonissi alla taverna panoramica dove si ammirano tutta la penisola e il mare, ottima cena con suvlaki ecc. Spendiamo 20 € in due.

Creta2018 Creta2018

Isola Elafonissi bis

Mercoledì 11 luglio

La giornata precedente ci è piaciuta al punto da volerla ripetere con la sola variante di partire alla sera e pernottare lungo la strada per Sougia.

Sougia

Giovedì 12 luglio
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Partenza per Sougia dopo una tranquillissima notte passata in riva al mare a 5 km da Elafonissi in completo isolamento. Intorno a noi un gruppo di capre pascola liberamente anche sulla strada.

Il navigatore ci indica meno di 2 ore di viaggio per Sougia. Ma la strada è una curva continua, bisogna rifare a ritroso la strada fatta all'andata per Elafonissi fino a un bivio che indica per Chania. Partiamo alle 8.15 e già incominciamo a incontrare le prime auto che scendono dalla costa nord per Elafonissi, non sono un problema basta prima delle curve suonare il clacson. Qui a Creta la larghezza delle strade è molto variabile e senza nessuna indicazione si passa spesso da 1 corsia per senso di marcia a 1 corsia a senso unico alternato; inoltre gli alberi ai lati non sono potati e invadono la sede stradale, il risultato è che con il nostro camper dobbiamo costantemente viaggiare a cavallo della doppia striscia continua che delimita la carreggiata. Per fortuna è presto per la calata dei turisti in pullman.

Giriamo al bivio per Chania. La strada migliora a tratti. Ogni centro abitato ha la strada a senso unico alternato e per fortuna il traffico è inesistente una volta abbandonata la strada di Elafonissi. Sougia è una località non pubblicizzata dai siti ufficiali ma arcinota dalla comunità naturista: una parte della sua spiaggia il lato est è frequentata dai nudisti. È anche molto praticato il campeggio libero, siamo curiosi di vedere se è rimasta così come la nostra ultima visita.

Lungo la strada ci fermiamo a fare acqua da una fontanella posta vicino a una chiesetta, ha il rubinetto con attacco da 1/2" come il nostro tubo. A Creta i campeggi scarseggiano e per vuotare la cassetta wc si possono usare i bagni pubblici indicati anche sul navigatore, se poi sono vicini alla strada si può anche provvedere a fare acqua. Arrivati a Sougia entriamo passando tra tavolini e merci esposte, il nostro camper ci passa appena.

Arrivati al lungomare si deve girare a sinistra e scendere poco dopo ancora a sinistra passando un torrente in secca: questo è il confine tra il paese e la zona di spiaggia a campeggio libero. Ci fermiamo subito dopo il greto del fiume parcheggiando il nostro motorhome sulla spiaggia. Davanti a noi sotto grossi alberi ci sono numerose tende. In pratica ogni albero della spiaggia ne ha almeno una.

Percorro a piedi il resto della spiaggia e scopro che l'atmosfera stile hippy regna ancora in questi luoghi. Gruppi che cantano con la chitarra altri completamente nudi si muovono tra gli alberi o sulla spiaggia. Qui il tempo si è fermato: ci sono ancora i figli dei fiori. Nel punto ove ci siamo fermati 13 anni fa c'erano dei camper tedeschi e sorpresa i tedeschi ci sono ancora ma in tenda occupano una grossa pianta più avanti sulla spiaggia. Questi sembrano però adepti di qualche setta passano ore a fare un gioco che sembra propiziatorio e a tratti liberatorio, cantano si mettono in cerchio e alzano le mani al cielo. L'impressione del primo giorno, rispetto alla nostra ultima visita nel 2005, è che siano diminuiti i camper e diminuiti anche i nudisti. Che ci sia una correlazione? Vedremo nei prossimi giorni. Anche qui il vento non manca ma proviene da terra e quindi è più caldo. Sera passata in paese a mangiare in una taverna di fronte alla spiaggia, la spesa è di 21€.

Sougia campeggio libero per tutti

Venerdì 13 luglio
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Notte passata sentendo le raffiche di vento che scuotono il camper. Il mattino portiamo il kayak in spiaggia e primi bagni. Doccia in spiaggia pranziamo e il pomeriggio di nuovo in spiaggia. I camper sono aumentati soprattutto quelli tipo furgone, la spiaggia rimane comunque in gran parte vuota. Il vento continua a soffiare a raffiche e in direzione variabile.

Sougia

Sabato 14 luglio

Altra notte con raffiche improvvise, al giro in kayak mattiniero noto che i camper sono aumentati e dal pomeriggio in poi aumentano soprattutto i Cretesi che arrivano in auto e piantano tende nei pochi spazi ombrosi sotto le piante.

In fondo alla spiaggia luogo prediletto dai nudisti ci sono alcuni accampati nelle grotte. La giornata è più calda delle precedenti e la interrompiamo accomodandoci in una delle taverne con tavoli in riva alla spiaggia, anche oggi spendiamo meno di 20€. Il pomeriggio decidiamo di partire l'indomani quindi ultimi bagni e carichiamo tutto sul camper. Doccia in spiaggia e cena in camper, il vento non consente di mangiare fuori..

Francocastello

Domenica 15 luglio
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Partiamo alla mattina intorno alle 8.30. La strada è all'inizio normale poi si restringe fino a sbucare sulla strada per Chania. Ci gustiamo il paesaggio aspro di queste montagne e per questo motivo procediamo con andatura tranquilla. A pochi km da Chania incontriamo una grande chiesa con parcheggio pubblico sotto gli oleandri. All'ingresso del parco c’è una fontana con rubinetto attacco da 1\2" è l'ideale per fare acqua.

Riempito il serbatoio ripartiamo e prendiamo la superstrada che percorre la costa nord in direzione Rethymno. Commetto la leggerezza di non controllare sulla cartina la strada che ci indica il navigatore, così superiamo il bivio per Vryses e la strada per Hora Sfakion segnata come rossa cioè strada statale e proseguiamo sulla superstrada fino a prendere una strada classificata come asfaltata ma certamente più stretta. Ci pentiremo amaramente di esserci affidati al navigatore.

Dopo una sosta in una taverna riprendiamo il nostro viaggio, ma più saliamo e più la strada diventa pericolosa. Passiamo un tratto sotto il fianco roccioso della montagna dove le rocce sovrastanti non imbrigliate da reti sono franate sulla strada. Occorre fare lo slalom tra le pietre cadute e giacimenti sull'asfalto, e bisogna far presto perché con il vento di quelle quote potrebbero caderne delle altre. Superato questo primo tratto da incubo valichiamo la montagna e sembra che il peggio sia passato.

Dopo un po' però la strada si fa sempre più stretta fino a ridursi alla larghezza del camper. Incominciamo a scendere e la strada ricca di spuntoni di roccia ai bordi ci impedisce anche di invertire la marcia. Arriviamo al primo tornante e sotto di noi il baratro!!

La montagna sarebbe ambita agli amanti del parapendio o volo a vela, ma scendere per quella strettissima stradina con un camper è stata un'impresa sovrumana. Per girare al primo tornante ho dovuto accostare al fianco roccioso della montagna e sterzare al massimo le ruote per non finire nel burrone, vedere filmato. Frenando e staccando il motore con la frizione sono riuscito a compiere la manovra abbastanza piano per non finire con le ruote di sotto.

La visione dall'alto degli infiniti tornanti però mi ha preoccupato ulteriormente e poi se i tornanti successivi fossero più stretti da non consentire la manovra? Il mio motorhome è per fortuna tra i più corti solo 6 metri ma anche così quella strada è troppo troppo maledettamente stretta. Mi tengo per me questi pensieri per non preoccupare ulteriormente Paola. È stato un incubo durato fino all'arrivo a terra. In 45 anni che guido una strada così pericolosa non mi è mai capitata eppure ne ho fatte altre sempre in Grecia. Non rifarei quella strada nemmeno se mi pagassero qualsiasi cifra. Arrivati in pianura finiscono la strada stretta e il calvario.

Eccoci a Francocastello dove visitiamo la fortezza veneziana. Tornati al parcheggio notiamo che sono presenti bagni pubblici e ne approfittiamo per svuotare la cassetta wc. Ripartiamo per il nostro viaggio. Dopo l' esperienza traumatica della giornata abbiamo bisogno di trovarci un posto tranquillo per rilassarci. Abbiamo alcune località nel nostro ipotetico itinerario con tanto di coordinate GPS e ne impostiamo la prossima.

Durante la strada che percorriamo verso est il vento rinforza. La strada è un sali e scendi collinare fra due catene di montagne, ci troviamo in una gola dove il vento scavalcando la montagna accelera. È talmente forte che sono costretto a rallentare, secondo come gira la strada il vento scuote il camper facendolo dondolare. Dobbiamo trovare un posto al riparo dal vento. Decido di saltare le tappe programmate e procedere più avanti, sulla cartina ci appare una radura con una lunga spiaggia, forse lì la forza del vento avendo libero sfogo rallenta. È la pianura di Tympaki con la sua lunga spiaggia, ci dirigiamo verso questa località. Arriviamo che è ormai sera, il lungomare lo percorriamo tutto fino in fondo dove finisce la strada e inizia una zona militare. Questa lunga giornata finisce qui.

Tympaki lato ovest

Lunedì 16 luglio
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La notte è trascorsa tranquilla nel lungomare completamente al buio perché l'illuminazione seppur presente è guasta. Ci siamo fermati a ridosso di un unico pino pensando che ci potesse far ombra considerando che il vento, seppur meno forte, non ci consente di aprire il tendalino.

Occupiamo l'ombra con le nostre sdraio e ci gustiamo il fresco a due passi dal mare. Tutta la mattina notiamo che quell'unico albero è ambìto anche dai locali che abituati a fare un primo bagno mattutino si dirigono con l'auto fino in fondo alla strada e poi accortisi della nostra presenza fanno un’inversione ad U e tornano indietro. Passiamo la giornata tra bagni e doccia della spiaggia.

A sera tiro giù dal porta bici la fat-bike per un’escursione al di là della zona militare. La via più breve sarebbe percorrere tutta la spiaggia passando per la zona interdetta, la mia fat con le sue ruote ciccione lo consentirebbe, ma evito di farmi correre dietro dall'esercito greco e mi avvio a una lunga traversata intorno alla base allungando di una decina di chilometri.

Dall'altra parte la spiaggia è notevolmente più larga con tanti alberi e tante zone ove ci si può fermare anche di notte. Non mancano le docce e all'ingresso della spiaggia c'è anche una taverna. C'è persino segnata in rosso una pista ciclabile almeno nell'ultimo tratto di strada. Il lungomare è molto più spartano, la strada è sabbiosa. Decido che l'indomani ci trasferiremo lì.

Tympaki lato est

Martedì 17 luglio
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Appena svegli avviamo il camper e ci trasferiamo dall'altra parte della zona militare.

Allineiamo il camper parallelo al mare sul bordo della strada sterrata con la porta vista mare. Tiriamo fuori sdraio e quello che ci serve per il bagno. Il mare è mosso ma il bagno si può fare. Giornata passata tranquilla.

Per la prima volta notiamo disseminate senza un ordine preciso delle protezioni circolari in ferro, vado a leggere l'etichetta e capisco che si tratta di protezioni messe sui nidi di nidificazione delle tartarughe Caretta Caretta. Accidenti quante ce ne sono! Ogni mattina passano una o più coppie di ragazzi con la maglietta blu a controllare ogni nido. Parlando con uno di loro, veniamo a sapere che il periodo d'incubazione delle uova è due mesi dalla cova e proprio ieri se n’è schiusa una nidiata con corsa delle tartarughine verso il mare. Peccato non essere stati presenti a quel magico momento!

Nella serata prendo la bici per andare a far spesa a Kalamata, in fondo alla spiaggia oltre la scogliera. Faccio la strada sterrata e a tratti sabbiosa che s’inerpica sulla collina. Come inizia la salita diventa tutta sabbiosa con i solchi delle ruote dei fuoristrada che creano l'effetto rotaia. Alla fine nonostante i 4 pollici di copertone e la pedalata assistita dal motore la ruota slitta sulla sabbia: la pendenza è troppa anche per una fat-bike. Quindi sono costretto a spingere in salita la bici fino alla cresta del colle.

Sono in vista del paese e scendo nella ripida discesa fino alle prime case dell'abitato. Fatto un primo giro tra le case trovo il supermercato e faccio spesa. All'uscita trovo un uomo interessato alla mia e-bike autocostruita partendo da una fat-bike e utilizzando un kit di elettrificazione. Parla in inglese ma ci capiamo; mi chiede se la marca del motore è Panasonic, io gli rispondo che è Bafang.

Con lo zaino sulle spalle con la spesa è impensabile rifare il percorso dell'andata e quindi decido di avviarmi per la strada asfaltata allungando di molto.

Tympaki e il Meltemi

Mercoledì 17 luglio

Nella notte il vento è rinforzato, il mattino una brezza umida è vaporizzata dalle onde. Il mare è più agitato di ieri. Ci facciamo una lunga passeggiata percorrendo tutta la spiaggia fino alla scogliera, nel frattempo due coppie di ecologisti controllano anche questa mattina i nidi di tartarughe. Pranzo alla taverna e riposo in camper. Creta2018 Creta2018 Nel pomeriggio il vento è rinforzato di nuovo e sulla spiaggia i bagnanti sono tutti scappati via. Decidiamo di partire anche noi. Prendiamo la strada statale che percorre l'isola verso est.

Passiamo vicino all'importante sito archeologico di Festos visitato nel 2005.

È ormai sera e siamo a Ierapetra; poco dopo la città troviamo dei posti lungo la spiaggia che possono consentire la sosta notturna.

Ieratrepa e Goudouras

Giovedì 19 luglio

La strada dove ci siamo fermati era abbastanza rumorosa per il traffico. Ripartiamo sempre in direzione est.

A ogni spostamento che abbiamo fatto a Creta ne abbiamo approfittato per fare acqua o svuotare la cassetta wc, lo facciamo anche ora. Il nostro navigatore sotto la voce servizi pubblici riporta anche l'elenco dei bagni pubblici e ne impostiamo uno che sta sulla rotta da seguire. Ce n'è uno è Goudouras. Dopo qualche km di strada statale prendiamo sulla destra costeggiando il mare.

Il paesaggio si fa brullo con montagne brune che ricorda qualche ambiente visto nei film western. Il mare è di colore blu intenso. Dopo alcune curve in salita e discesa incastonato nella parete della montagna e guardante il mare si vede uno stupendo monastero. Proseguiamo sempre più affascinati dal paesaggio, lungo la strada una fontana che consente il rifornimento d'acqua.

Arrivati al paesino notiamo diversi posti nel lungomare che consentono la sosta, in fondo al lungomare c'è un bagno pubblico posto in un prefabbricato blu dove si può svuotare la cassetta. Facciamo spesa al market di fronte. Il posto ci è piaciuto al punto di decidere di fermarci qui per oggi. Sostiamo nei pressi del piccolo porticciolo accanto ad un albero con sotto una panchina. Il porticciolo ha due rubinetti dove è possibile fare acqua.

Ci godiamo il fresco sotto la pianta e dopo un bagno con doccia in spiaggia ci rechiamo alla taverna per mangiare. Pomeriggio trascorso in completo relax.

Consultiamo l'app windfinder installata sul cellulare, lo abbiamo fatto ogni giorno ma ora che il nostro giro sta volgendo al termine è di basilare importanza programmare bene le ultime tappe. Windfinder ci dà le previsioni meteorologiche per quanto riguarda i venti e il mare mosso. Le prossime tappe sarebbero Xerocampos, Vai, Itanos. Ma questa zona è interessata da forte vento di Maltemi. Venerdì sarà un giorno di tregua poi sabato incomincerà a crescere il vento e domenica sono previsti venti dai 28 ai 48km/h: non si potrà stare a Xerocampos. Quindi decidiamo di anticipare la visita a Xerocampos all'indomani e rimanere fino a sabato pomeriggio.

Xerokampos

Venerdì 20 luglio
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Partiamo per Xerokampos, la strada da Goudouras sale sul monte. Il paesaggio si fa nell'altipiano meno aspro e ricco di campi coltivati. Incontriamo anche le ciminiere di una centrale termoelettrica. Ma perché hanno fatto una centrale termoelettrica con tutto questo sole e vento che hanno?

Saliamo ancora fino a vedere il mare e sotto il golfo di Xerokampos, accidenti quanti tornanti per scendere cosi in basso! Al solito non tutti sono protetti e se ci si distrae il volo nel vuoto è notevole. Per fortuna la strada è abbastanza larga. Arrivati a Xerokampos si prende a destra per il lungomare, noto subito un cartello con divieto di campeggio.

Proseguiamo andiamo oltre al luogo in cui ci fermammo 13 anni fa. Arrivati a un wc pubblico, la strada ora è sterrata e più stretta, è accidentata ma percorribile ai camper, conduce a una stupenda baietta che i locali utilizzano per portarci con i loro carrelli trainati da pick-up le loro imbarcazioni. Infatti nella baia uno scivolo in cemento è utilizzato proprio per questo scopo. Arrivati disponiamo il camper lungo la spiaggia ciottolosa. Il vento non c'è e possiamo finalmente stendere il tendalino e mettere il kayak in acqua.

La giornata trascorre tra bagni e giri in kayak. Il luogo è suggestivo e selvaggio. Di bagnanti ci siamo solo noi, gli altri arrivano in pick-up scaricano il motoscafo e partono con quello. La bellezza delle montagne circostanti è ferita solo dalla costruzione di tre case per le vacanze in alto sulla montagna. Ma chi è che preferisce passare le vacanze su quella roccia a 3 km dal paese? La giornata se ne va piacevolmente contemplando la natura selvaggia.

Tramonta il sole indossiamo gli scarponcini da trekking e ci concediamo dopo cena una piccola ma bella escursione sui tracciati di montagna. Torniamo che ormai è buio e il cielo è pieno di stelle e pianeti facilmente riconoscibili. Siamo soli nella baia completamente al buio e quindi al cospetto di un meraviglioso cielo stellato.

Xerokampos la fuga

Sabato 21 luglio
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Il vento come previsto dall'app windfinder ha ripreso a mezzanotte e rinforzato più delle previsioni. Alle 3 il camper è scosso dalle folate di vento e provvediamo a chiudere gli oblò e le finestre. Nonostante le precauzioni una vite che fissa l’asticella di una finestra si è troncata lasciando lo spezzone di vite nel buco costringendo a tenere il finestrino a malapena chiuso.

Più volte vengo svegliato dagli scossoni. Esco per mettere dentro il gavone tutto quello che è rimasto fuori per evitare che voli via. Siamo completamente isolati e in balia del Maltemi.

Al mattino la situazione non cambia e il vento è forte e secondo le previsioni aumenterà fino a toccare i 30 km/h. Inutile pensare di rimanere lì con quel vento. Carico il kayak sul camper e aspettiamo un momento favorevole per partire. Secondo le previsioni nella serata si dovrebbe attenuare un po'. Il problema è che per tornare l’unica strada è salire la montagna che abbiamo di fronte piena di tornanti e una volta arrivati in cima che vento ci sarà? Un camper è vulnerabile ai venti laterali e si può anche ribaltare e rotolare giù dal burrone!

Passiamo alcune ore a guardare i veicoli che salgono la montagna e concedendoci un ultimo bagno. Oggi siamo gli unici frequentatori della baia.

Verso le 11 sembra esserci un cambiamento della direzione del vento. Quando questo accade c'è una momentanea attenuazione dei venti. Facciamo su le ultime cose e partiamo. Finito lo sterrato, svuotiamo la cassetta nel bagno pubblico. Il vento sembra proprio concedere una tregua, affrontiamo la salita tornante dopo tornante e dopo mezz'ora siamo sulla cresta. Qui il vento ricomincia a soffiare forte, non ci sono alberi, con questo vento sopra le montagne crescono solo cespugli.

Finalmente incominciamo a scendere. Suoniamo alle curve strette. Tornati a Goudouras è ormai ora di pranzo e ci fermiamo alla solita taverna. Pomeriggio rifornimento di acqua al piccolo porticciolo, bagni e docce. Parcheggiamo il camper nel solito posto anche con i cunei. Spesa al supermercato.

Goudouras e il Meltemi

Domenica 22 luglio
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Il Maltemi ha sferzato il camper tutta la notte e abbiamo dovuto chiudere completamente oblò e finestre per evitare danni. Il mattino il vento è talmente forte che bisogna tenere ben forte la porta quando si esce per evitare di farsela strappare via.

Facciamo l'unica cosa che si possa fare: una passeggiata tra le case di Goudouras. Abbiamo intravvisto in fondo al paese una bella chiesa ortodossa. Il paese è fatto di poche case inframmezzate da campi coltivati, serre e ulivi. È incredibile ma qui ognuno che ci incontra ci saluta con un "kalimera". Arrivati alla chiesa, questa è chiusa, fuori c'è una panchina dove ci sediamo raccogliendoci in preghiera. Nessun segno di cerimonia religiosa chissà, forse nel pomeriggio. Creta2018 Creta2018

Tornati al camper dopo un po' riceviamo la visita di Stilianos e Maria con in dono una busta di frutta e ortaggi. Siamo veramente sorpresi per il gesto generoso e ancora di più dell'invito a cena per martedì. Lui parla italiano perché è stato in Italia 5 anni, lei è la signora che ogni giorno si recava a pescare all'uscita del porticciolo e passando vicino al nostro camper e ci salutava. È veramente un invito inatteso ma la nostra curiosità di conoscerli è tanta che accettiamo.

Goudouras paese accogliente

Lunedì 23 luglio
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Il Maltemi è cessato ma il mare rimane un po' agitato, tiriamo fuori il kayak, poco dopo si ferma un pick-up e scende un uomo con una busta che al momento non riconosciamo ma è il gestore dell'internet-caffè che abbiamo frequentato il giorno prima, Anche lui ci dona ortaggi della sua terra. È incredibile quanto qui la gente sia ospitale e generosa. La nostra permanenza sulla spiaggia di un paesino non toccato dal turismo è un evento e tutti sanno che siamo italiani. A noi piace scoprire posti ancora non contaminati dal turismo di massa. Per questo abbiamo anche questa volta escluso tutta la costa nord. Piace in particolare entrare in contatto con la popolazione locale, sapere la loro storia, interagire con il territorio che attraversiamo.

Siamo contrari al turismo mordi e fuggi del selfi dei villaggi turistici architettonicamente uguali in qualsiasi parte del mondo, con gite teleguidate che ti fanno vedere i posti come in una cartolina pre-confezionata. Creta2018 Creta2018

Messo il kayak nel porticciolo mi appresto a un giro lungo la costa. Tornato stanchissimo andiamo alla taverna a mangiare.

Il pomeriggio tolgo dalla spiaggia davanti a noi le bottiglie di plastica che ha portato il mare, la plastica per l'ambiente marino è un vero flagello: si frantuma in microplastica e viene mangiata dai pesci entrando nella catena alimentare e mettendo in pericolo di vita molte specie.

Goudouras l'invito a cena

Martedì 23 luglio

Si è alzato un po' di vento dal mare che è fresco e si sta bene. Ci sono alcune nubi sulle cime delle montagne: sono le prime nubi che vediamo a Creta, le onde di questa notte hanno alzato una rugiada che ha umidificato gli alberi e il terreno.

Anche oggi passa un pick-up carico di ortaggi e una signora ce ne fa dono. Siamo sempre stupiti: non c'è mai capitato di incontrare gente così ospitale. Il mare rimane agitato sconsigliando altre escursioni in kayak. La sera andiamo a casa di Stilianos e Maria, l'invito a cena è per noi un grande onore e l'opportunità di capire qualcosa in più della comunità.

Stilianos ha studiato in Italia e ha fatto tanti mestieri dai più umili ai più importanti. Originario di Chania dove ha la sua casa ufficiale, a Goudouras ha la residenza secondaria per attività minerarie in loco. Ha amici italiani che hanno comprato casa nei dintorni. È per noi una fonte importante di informazioni, abbiamo capito che la popolazione di Creta ha un’economia più ricca del resto della Grecia. La provincia di Chania è più piovosa mentre la parte ad est è molto arida. Ciò nonostante, la piana di Goudouras è molto fertile se innaffiata e la popolazione ha anche molta produzione agricola. Donano volentieri i loro prodotti ai forestieri, anche a Stilianos capita che regalano ortaggi e frutta come è avvenuto a noi.

L'occupazione da parte dei veneziani, che nominarono capitale dell'isola Chania, non ha lasciato solo fortificazioni e centri abitati ma anche se ne trova traccia nel linguaggio soprattutto delle popolazioni montane rimaste più isolate dagli scambi successivi. È rimasto un bel ricordo anche dei soldati italiani che furono mandati dal regime fascista a combattere a Creta. Non solo si sono rifiutati di combattere ma hanno fraternizzato insegnando alle popolazioni locali come si potava l'ulivo. Ci furono anche episodi tragici (come è avvenuto a Cefalonia) con i tedeschi che bombardarono le truppe italiane insieme alle popolazioni locali.

Di sicuro siamo ben accolti, mi è rimasto impresso il simpatico saluto che il proprietario dell'internet-caffè faceva ogni volta che passava in auto o in moto davanti al nostro camper. Creta2018 Creta2018 La cena preparata da Maria è stata ottima e abbondante e l'abbiamo gustata con piacere. Anche Maria è molto simpatica, i suoi sorrisi e i saluti quando tornava dalla pesca rimarranno sempre nei nostri cuori.

Tornati al nostro camper notiamo che il mare si è ulteriormente agitato.

Elounda

Mercoledì 25 luglio

Ci alziamo per partire, carichiamo il serbatoio ormai vuoto a uno dei rubinetti a disposizione delle barche, carichiamo il kayak che tenevamo sempre al porticciolo e partiamo.

Passando davanti all'internet caffè ci fermiamo a salutare Giwgos e a prenderci un ultimo ottimo caffè con i ghiaccioli. A malincuore riprendiamo la strada per Ierapetra ammirando per l'ultima volta le montagne aspre e piene di caverne e buchi lavorati dal vento.

Arrivati sulla costa nord ci fermiamo a un parcheggio sul mare per pranzare. Poi prendiamo la strada per Elounda e ci fermiamo esattamente nel parcheggio ricco di pini ed eucalipto che fu la prima tappa del nostro viaggio fatto nel 2005. Nella serata proseguiamo lungo la strada per trovare un posto per la notte più silenzioso. Arriviamo all'ultimo paesino che s’incontra e parcheggiamo nel free-parking destinato a chi vuole prendere il battello per l'isola. È un posto tranquillo almeno fino al mattino alle 9, quando riapre il botteghino per i battelli.

Creta ultimo giorno

Giovedì 26 luglio

È il giorno della partenza. Creta2018 Creta2018 Appena giorno ci spostiamo perchè non vogliamo finire imbottigliati tra le auto dei turisti. Usciti dal paese ci fermiamo al primo spiazzo sulla strada. Da poco è sorto il sole dietro l'isola e facciamo colazione. Poi riprendiamo la strada per il ritorno, ma troviamo ben presto una piazzola a bordo strada che confina con una spiaggetta, ci sono anche alcuni alberi con un po' d'ombra. È troppo invitante, ci fermiamo lì per tutta la mattina per fare gli ultimi bagni e prendere l'ultimo sole. Il posto è fresco e ripartiamo di lì solo dopo pranzo.

Lungo la strada per Iraklio ci benedice un acquazzone, breve che non riesce a rimuovere tutta la polvere accumulata sul camper, è l'unica pioggia dell'intero viaggio.

Vicino ad Herakleio c'è il più importante sito archeologico dell'isola: Cnosso gia visitato nel nostro primo viaggio nel 1995.

Arriviamo al porto con molto anticipo. Ci fanno incolonnare insieme con altri 2 camper: un francese e uno ceco dietro una colonna di tir, poi arrivato il nostro turno ci fanno incolonnare dalla parte opposta con le auto. Dopo aver fatto entrare le auto viene il nostro turno. Ci fanno salire a un ponte superiore e in fondo un’inversione a U tra i tir e infine un’estenuante manovra a retromarcia. Saliti in cabina lasciamo le nostre cose e andiamo al self-service a mangiare. Sono le 21.30. Alle 22 torniamo in cabina. Una doccia e a letto.

La Luna rossa

Venerdì 27 luglio

Alle 6 incomincia l'altoparlante a gracchiare prima in greco poi in inglese: stiamo arrivando al porto del Pireo, dobbiamo lasciare la chiave della cabina alla reception.

Ci alziamo, il tempo di prendere le nostre cose e usciamo. Quando ci rechiamo alla reception ci accorgiamo che si può già scendere ai garage. Entrati nel garage non è possibile raggiungere i camper che sono in fondo dietro alcuni tir che già con il motore acceso sbarrano la strada. Il rumore, il caldo e la puzza sono indescrivibili, ci mettiamo da parte in attesa che si sblocchi la situazione. Dopo un po' abbassano il ponte per scendere, in fondo si vede l'uscita. Il primo tir si avvia verso l'uscita e lentamente anche gli altri permettendo ai camperisti e alcuni automobilisti di raggiungere i propri mezzi.

Usciti finalmente anche noi ci immettiamo nel traffico caotico per lasciare la città. È l'ora di punta e ci mettiamo un po' a raggiungere la periferia. Sulla superstrada ci fermiamo a un'area di sosta e facciamo colazione: sul camper un buon caffè nella moka è quello che ci vuole per riprendersi della notte breve e poco riposante. Entrati in autostrada ci fermiamo al primo WC pubblico, a svuotare la cassetta Wc. Facciamo qualche chilometro, paghiamo il primo esoso ticket, riprogrammiamo il navigatore per evitare le autostrade a pedaggio. Il tempo per arrivare a Patrasso c'è, la nave parte alle 18.30. La strada costiera è molto panoramica e piacevole da fare.

Ma arrivati a Kineta uno dei luoghi in cui ci sono stati i terribili incendi che al momento in cui scrivo ha 86 vittime accertate, un odore acre di bruciato e intere valli annerite ci balzano ai nostri occhi. Alberghi, case, stabilimenti balneari anneriti dalle fiamme e con attorno una pineta ancora fumante e puzzolente di bruciato. Alla amarezza di sapere di essere arrivati alla fine del viaggio si aggiunge la triste notizia delle persone scomparse per questa efferata azione svolta dai piromani. Creta2018 Creta2018 Superato lo stretto di Korinthos proseguiamo sulla strada costiera, anche qui il mare è stupendo con le sue trasparenze, non ha nulla da invidiare al mare visto a Creta. Ad una pinetina con spiaggia ci fermiamo per un ultimo bagno.

Ripresa la strada ci fermiamo a mangiare a una taverna con i tavolini all’aperto che si affacciano sulla spiaggia. Dopo pranzo riprendiamo la strada entrando in autostrada e scavalcando le ultime montagne con la nuova autostrada. A Patrasso rimbocchiamo il serbatoio del carburante ed entriamo in porto. Dopo una fila fatta alla dogana che ispeziona ogni veicolo in cerca di clandestini, saliamo sulla nave.

La sera è atteso un evento che fa tenere tutti il naso all’insù: La luna rossa. Un’eclissi lunare completa che oscurerà la luna intorno alle 21.30. Intorno alle 20.30 esco dal camper parcheggiato sul ponte adibito al campeggio a bordo. Il ponte è in parte vuoto e scorgo subito verso poppa la luna con un piccolo settore di cerchio già oscurato. Vado a prendere sul camper il morsetto per le riprese che utilizzo per fissare la macchina fotografica. Il mare è calmo e la nave non ondeggia, provo a fissare il morsetto con la macchina fotografica ad un montante dei finestroni del ponte della nave. Si riesce ad inquadrare con lo zoom il nostro satellite e a scattare una sequenza di foto fino all’eclissi completa.

Finisce così il nostro viaggio che è stato più avventuroso del previsto. La facilità di trovare l’acqua e i bagni pubblici ci ha consentito di campeggiare a bordo spiaggia ogni giorno. A parte ad Elafonissi che è parco naturale in tutte le altre località non abbiamo trovato divieti di campeggio e la vera sorpresa è stata l’ospitalità di Goudouras, coccolati dalla popolazione locale siamo rimasti accampati sulla spiaggia qualche giorno in più. Con il desiderio di approfondire la conoscenza della gente locale speriamo in un prossimo viaggio. Il Maltemi ci ha accompagnato dall’inizio alla fine rendendo la temperatura meno calda (36-38 gradi ci sono stati, a volte) e afosa ma in certi giorni ci ha impedito di fare il bagno o di viaggiare. Grazie per la vostra paziente lettura…

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