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Creta

Cnosso      KNΏΣΟΣ

lat. 35.299432 long. 25.161053

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Il grande Palazzo di Cnosso, il più importante sito archeologico dell'età del bronzo, sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a 4 km dal mare e da Iraklion. Come gli altri palazzi della Creta minoica, anche quello di Cnosso costituiva il centro politico, religioso ed economico e possedeva inoltre un carattere sacro. L'area del palazzo era di 22.000 mq, con più piani  molto complessi ed intricati. Fu edificato sopra le rovine di un più antico palazzo, costruito attorno al 2000 AC e distrutto probabilmente da un grande terremoto. La ricostruzione avvenne all'inizio del XVI secolo a.C.

Il palazzo di Cnosso è legato ad antiche leggende della Grecia classica (Minosse e il Labirinto costruito da Dedalo, Teseo e il Minotauro). Ammirando i reperti artistici cretesi, nelle decorazioni sembra regni uno spirito di armonia e di gioia. Ciò traspare nella rappresentazione delle figure umane, per la bellezza, la grazia e il movimento espresso, nel godimento della vita e del rapporto con la natura. Nicolas Platon sostiene che la società minoica avesse l'intera vita permeata da una fede ardente nella Dea della Natura, fonte di ogni creazione e armonia. Alcuni studiosi pensano che Creta dovesse essere più bellicosa e meno evoluta spiritualmente. Ma la grande maggioranza degli studiosi, gran parte costituita da quelli che hanno effettuato nell'isola vaste ricerche sul campo, sono di parere diverso. Platon afferma che "la paura della morte era quasi cancellata dall'onnipresente gioia di vivere". Gli archeologi Hans-Gunther Buchholtz e Vassos Karageorghis affermano che "tutti i mezzi artistici - e in effetti vita e morte nella loro totalità - erano profondamente radicati in una religione onnipervadente, onnipresente".

Era effettivamente una civiltà tecnologicamente avanzata molto diversa dalle altre grandi civiltà di quel tempo, la cui religione era volta a rafforzare l'ordinamento sociale. Nella Creta minoica (come in quella greca) gli atteggiamenti verso la sensualità e il sesso, era molto diverso dal nostro. Per esempio, la foggia dei vestiti col seno scoperto delle donne e gli abiti da uomo succinti, che evidenziavano i genitali, rivelano un apprezzamento delle differenze sessuali. Sembra che i cretesi abbiano ridotto la loro aggressività grazie a una vita sessuale libera ed equilibrata. Insieme al loro entusiasmo per gli sport e per la danza.

Un'altra caratteristica della società cretese, che la distingue nettamente dalle altre grandi civiltà antiche, è che sembra ci sia stata una ripartizione della ricchezza piuttosto equa. "Il tenore di vita medio, persino dei contadini, sembra fosse alto. Nessuna delle case finora scoperte suggerisce l'idea di condizioni di vita estremamente misere", scrive Platon. Sin dai primi insediamenti, l'economia dell'isola era prevalentemente agricola. Con il passare del tempo l'allevamento di bestiame, l'industria e soprattutto il commercio, grazie a una flotta mercantile che navigava e, sicuramente, estendeva la sua influenza in tutto il Mediterraneo, assunsero un'importanza crescente, contribuendo fortemente alla prosperità economica del paese. Nonostante a Creta esistesse una classe dirigente opulenta, l'utilizzo della tecnologia non è stata solo a beneficio di pochi potenti: Platon ci descrive come le entrate governative provenienti dalla crescente ricchezza dell'isola fossero saggiamente utilizzate per migliorare le condizioni della vita: "Non c'è dubbio che nella Creta minoica si siano intrapresi lavori pubblici su larga scala, pagati dalle casse reali.

Tutti i centri urbani avevano un perfetto sistema di fognature, impianti sanitari e latrine domestiche". Ci sono tracce di lavori d'irrigazione su larga scala con canali per trasportare e convogliare l'acqua. Nonostante i frequenti terremoti che distrussero completamente i palazzi antichi e per due volte interruppero lo sviluppo di nuovi insediamenti, l'architettura del palazzo cretese è unica nella storia della civiltà: C'erano ampi cortili, facciate maestose e centinaia di stanze disposte in quei "labirinti" organizzati che nella successiva leggenda greca divennero il simbolo di Creta. In questi edifici labirintici c'erano diversi appartamenti collocati su numerosi piani, ad altezze differenti, disposti asimmetricamente intorno a un cortile centrale. Alloggi per la servitù. Stanze speciali per il culto religioso. I cortigiani avevano i loro alloggi nel palazzo, oppure possedevano delle belle case nelle vicinanze. Lunghe file di ripostigli con corridoi comunicanti venivano utilizzati per custodire ordinatamente le riserve di cibo e i tesori. Ampie sale con eleganti colonne servivano per le udienze, i ricevimenti, i banchetti, e le riunioni del consiglio.

Altrettanto importante era la progettazione degli edifici (completamente diversa dall'urbanizzazione selvaggia imposta nelle nostre grandi città dai palazzinari moderni) con particolare riguardo per l'intimità, la buona illuminazione naturale, i servizi. Scrive Platon: "Venivano impiegati materiali sia locali che importati tutti lavorati con cura meticolosa: pilastri e mattonelle di gesso e tufo, facciate composite perfettamente connesse, muri, pozzi di luce e cortili. I tramezzi erano decorati a stucco, frequentemente con dipinti murali e rivestimenti in marmo ... Non solo i muri, ma spesso anche i soffitti e i pavimenti erano decorati con dipinti, persino nelle ville, nelle case di campagna e nelle semplici abitazioni di villaggio ... I soggetti erano tratti soprattutto dalla vegetazione marina e terrestre, dalle cerimonie religiose e dalla vita serena della corte e del popolo. Il culto della natura pervadeva ogni cosa".     

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